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sabato 17 ottobre 2026

Angel Down (2025)

[book #248]
INFO:
Titolo originale: Angel Down
Autore: Daniel Kraus
Nazione: USA
Traduzione: Andrea Cassini
Edizione italiana: Ne/oN Libri

INTRO:
Il soldato Cyril Bagger è riuscito a sopravvivere agli indicibili orrori della Grande Guerra grazie al suo ingegno e all’inganno, truffando i compagni ogni volta che ne ha avuto l’occasione. Ma il suo istinto di sopravvivenza viene messo definitivamente alla prova quando a lui e ad altri quattro soldati viene affidata una missione letale: avventurarsi nella pericolosa Terra di Nessuno per recuperare un commilitone ferito. Sul campo di battaglia devastato tuttavia non trovano un uomo bisognoso di misericordia, bensì un angelo caduto dal cielo.
(fonte: Ne/oN Libri)

OPINIONE:
Avevo certezza del "valore" autoriale di Daniel Kraus a lettura conclusa di "Whalefall - Nella balena" (qui è dove ne scrivo), ma con il secondo romanzo lo scrittore americano ha superato ogni più rosea (o sarebbe opportuno scrivere "rossa") aspettativa, una sorpresa che deve aver condiviso la giuria del Premio Pulitzer, anno 2026, sezione narrativa.

​Per quanto estraniante possa essere associare la prestigiosa onorificenza alla natura fieramente perturbante della creatura di Kraus, in "Angel Down" viene utilizzata una geniale trovata tecnica (un’unica e ininterrotta frase che ne compone l'intera forma, dalla prima pagina all'ultimo paragrafo) come potente ricettacolo narrativo, un flusso di coscienza vomitato in un tornado putrido di corpi, budella, sangue, fango e merda.
​È la Grande Guerra quella in cui il lettore sprofonda, quella delle infinite trincee intasate da cumuli di morti rimestati e dimenticati, condotto nelle aberrazioni della follia dalla lirica marciscente, evocativa ed estrema sfoggiata da una penna che non teme i liquami dell'esistenza, maleodoranti per intrinseca natura ma capaci di alimentare le radici di una fragile ed incerta rinascita.

​"Angel Down" è un romanzo metafisico dal ritmo sincopato, un luna park emozionale disgustoso e strabiliante, un grido lancinante nell'apatia satura della modernità che utilizza il linguaggio, surreale e sanguigno, del fantastico per analizzare la ciclicità autoalimentata della macchina bellica, la bestia distruttrice che nutre l'uomo uccidendo l'uomo, ormai così radicata nella storia evolutiva della nostra specie da non poter prescindere da essa.

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