Titolo originale: Carrie
Tipologia: Romanzo
Autore: Stephen King
Traduzione: Brunella Gasperini
Nazione: USA
Edizione italiana: Bompiani (1977)
> INTRO:
A Chamberlain, nel Maine, Carrie White cresce isolata: a scuola subisce le angherie dei compagni, mentre a casa deve obbedire a una madre ossessionata dalla religione. Quando scopre di poter muovere gli oggetti con la mente, il suo desiderio di essere accettata si intreccia con una forza che fatica a comprendere. Un invito al ballo scolastico sembra offrirle finalmente un posto tra gli altri, ma le tensioni intorno a lei continuano a crescere.
(fonte: Derry's Archives)
> OPINIONE:
Raccolte dal cestino della spazzatura dalla moglie Tabitha, le prime pagine di quello che diventerà il romanzo d'esordio di Stephen King esistono per volere di una donna e di donne raccontano, avvalendosi di uno stile documentale e polifonico che ne accresce l'immersiva e travolgente verosimiglianza.
"Carrie" è un microcosmo scolastico feroce dove l'emarginazione è sistematica; è un dogma deviato e claustrofobico dove il corpo femminile incarna l'empio ricettacolo del peccato; è il catartico elemento soprannaturale che purifica la disparità sociale con l'ira primordiale della sofferenza.
Dopo una manciata di racconti brevi è sbalorditivo vedere lo sbocciare così irruento e personale di una voce autoriale destinata a entrare nella storia della letteratura contemporanea, ma ciò che lascia basiti è accorgersi che "Carrie" porta in grembo l'universalità che è insita nei classici.