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Visualizzazione dei post con l'etichetta Metal

Opeth - Morningrise (1996)

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[album #109] INFO: Band: Opeth Nazione: Svezia Genere: Progressive Death Metal Etichetta: Candlelight Records Brani:  5 Durata: 66 minuti OPINIONE: Con Morningrise scoprii gli Opeth, grazie a un'audiocassetta duplicata che un fratello metallaro mi regalò durante il ritorno in treno dal concerto dei Cradle of Filth a Milano, nel 1998. ​Fu amore incondizionato al primo ascolto: un amore che tuttora mi toglie ogni lucidità quando torno a smarrirmi nelle cinque lunghissime tracce che compongono questa perla. ​Accantonate parzialmente le atmosfere oscure e "nordiche" dell'album di debutto, Morningrise vede prevalere l'anima progressive rock dei giovani Opeth, grazie ad intrecci melodici che si stratificano in suite certamente frammentarie, ma dal fascino, dalla freschezza e dall'eleganza uniche: micro-mondi sonori da esplorare per sentirsi, ancora una volta, ragazzini spaesati.

Opeth - Orchid (1995)

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[album #108] INFO: Band: Opeth Nazione: Svezia Genere: Progressive Death Metal Etichetta: Candlelight Records Brani: 7 Durata: 65 minuti OPINIONE: Un album di debutto ambizioso e sfaccettato che, seppur leggermente acerbo in alcune scelte compositive, mantiene intatta un'atmosfera avvolgente, oscura e inconfondibile. La band riesce a unire magistralmente la ruvidezza del death metal scandinavo degli anni '90 con influssi prog rock, richiami heavy metal, malinconie doom e frequenti fraseggi di un toccante folk nordico.

Ponte del Diavolo - Fire Blades From The Tomb (2024)

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[album #77]  -info- Label: Season of Mist  Nazione: Italia Brani: 7 Durata: 42 minuti  Debut album per questa peculiare creatura italica. "Fire Blade From The Tomb" segna il debutto discografico in grande stile dei Ponte del Diavolo , band formata da volti noti dell'underground musicale estremo italiano con qualcosa di proprio da dire. La mistura densa che compone i sette brani del disco è un'amalgama sorprendente di doom, black metal, occult rock e psichedelia cosmica, un fiume sonoro esoterico e stregonesco che riesce a sorprendere anche l'ascoltatore appassionato di sonorità dannate, divertito dalla variazione inattesa o dall'arrangiamento ricercato. Quaranta minuti che volano e portano lontano, in una dimensione plumbea di magia, mostri, folclore e rituali blasfemi. Ottimo. #pontedeldiavolo #albummetal #year2024

The Provenance - Still at Arms Length (2002)

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[album #42] -info- Nazione: Svezia Etichetta: Scarlet Records Brani: 8 Durata: 50 minuti Ascoltato su: CD audio Secondo album in studio della sfigatissima band svedese. La storia della musica è tappezzata dalle copertine di album meritevoli che nessuno si è cagato di striscio, artisti con qualcosa da dire e nessuno disposto ad ascoltare. Gli svedesi The Provenance incarnano alla perfezione il ruolo del "Chi cazzo so' 'sti qua?", con un disco come Still at Arms Length a prendere polvere nella discarica dei ricordi, orfano dell'occasione propizia per deliziare l'udito del metallaro meno bigotto. Il death doom metal gotico della band svedese rielabora con personalità le ispirazioni presenti, incastonando un mood ombroso e melodico in composizioni articolate, rifinite allo sfinimento e arrangiate con gusto e solide capacità tecniche. Senza mai concedersi ad estremismi sonici esasperati, ogni brano cresce nel tempo sondando varie sfumature di grigio, ma...

Funeral Oration - Sursum Luna (1996)

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[album #41] -info- Nazione: Italia Label: Avantgarde Music Brani: 13 Durata: 48 minuti Ascoltato su: CD audio Album di debutto della storica band estrema italiana. Posso affermare con convinzione che i Funeral Oration hanno assaggiato solo le briciole di un pasto, ben più lauto, a loro riservato da un destino più meritocratico. Dopo anni di brutalismi underground, la band pugliese giunge all'esordio grazie alla Avantgarde Music nel 1996, pubblicando un album che imbastardisce il death metal con pesanti dosi di black, folk ed isteria occulta di qualità. Ne viene fuori un sound personale dal gusto tutto mediterraneo per la blasfemia sonora, con lunghe composizioni dai continui cambi di registro, nero come la più oscura delle notti e furioso come pochi. Sursum Luna ha atmosfera ed irruenza, estro e odio, tecnica e sentimento, caratteristiche proprie dei dischi fregni che vanno assolutamente (ri)scoperti, anche ad anni di distanza. Questa è l' Italia che vorrei. #extrem...

Ulcerate - Stare Into Death and Be Still (2020)

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[album #38] -info- Etichetta: Debemur Morti Productions Nazione: Nuova Zelanda Brani: 8 Durata: 58 minuti Un'ora d'ineluttabilità nel sesto disco degli Ulcerate . Stare Into Death and Be Still lavora per accumulo, sovrapponendo strati di malessere ascolto dopo ascolto, con sconfortante dedizione. Il death metal tecnico e ombroso della band neozelandese ha il sentore della sconfitta proprio di un certo post-rock, quel senso di malinconica desolazione, di metropoli vuote e decadenti, d'apocalisse prossima, che rende la fruizione molto emozionale ed altamente suggestiva, un intenso viaggio introspettivo dissonante e struggente. Le composizioni, pur se articolate, dosano in modo superbo brutalità e melodia, tecnica e visceralità, srotolandosi in un magma sonoro ipnotico, dannato, opprimente. Album ostico ma che ti resta dentro a lungo. Meraviglioso. #musica #metal #ulcerate #StareIntoDeathAndBeStill #barbamicro

Anaal Nathrakh - Endarkenment (2020)

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[album #37] -info- Etichetta: Metal Blade Records Nazione: Inghilterra Brani: 10 Durata: 41 minuti Undicesimo album per lo psicotico duo di Birmingham . Il percorso artistico dei compagni di merenda (tossica) Mick Kenney e Dave Hunt  ha seguito un costante perfezionamento delle proprie coordinate stilistiche, aggiustando il tiro release dopo release, in una escalation di violenza sonora che in Endarkenment  trova pieno compimento. Grindcore, death metal, black metal ed industrial in un'orgia sfrenata tutta velocità ed impatto, con gli innesti di clean vocal ad aprire la melodia dei ritornelli, orecchiabili pur se intransigenti. Gli Anaal Nathrakh sono una splendida realtà di metallo estremo moderno, sempre interessante e molto spesso esaltante, ed i dieci brani di questo album vi terranno compagnia per parecchio tempo. Consigliatissimo. #musica #metal #anaalnathrakh #barbamicro

Archspire - Bleed the Future (2021)

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[album #36] -info- Etichetta: Season of Mist Nazione: Canada Brani: 8 Durata: 31 minuti Quarto studio album per la technical death metal band canadese. Bleed the Future  è il mio primo appuntamento con gli Archspire e la loro folle proposta musicale, un concentrato esplosivo di brutale, super veloce e tecnico death metal. Se il primo approccio è principalmente all'insegna dello stupore, dovuto alle doti tecniche inumane di ogni singolo musicista (il batterista raggiunge velocità inconcepibili, soprattutto nei deflagranti gravity blast beat) ed al suono artificiale della produzione (assolutamente perfetto per l'assalto dei nostri), ascolto dopo ascolto il disco cresce, i passaggi melodici colpiscono e gli arrangiamenti si schiudono, svelando una qualità compositiva di prim'ordine, ordinata con un gusto ed un equilibrio impeccabile. Bleed the Future riesce ad essere "orecchiabile" nonostante la propria natura estrema e brutale, creando genuina dipendenza...

Hath - All That Was Promised (2022)

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[album #35] -info- Etichetta: Willowtip Records Nazione: USA Brani: 9 Durata: 51 minuti Secondo album della extreme metal band del New Jersey . CLA-MO-RO-SO! Cazzo, sì, All That Was Promised  degli americani Hath  è una bomba fotonica di death metal moderno ultra contaminato e realizzato con una precisione chirurgica. Tra virtuosismi tech-death, sferzate grindcore, malevolenza black metal ed arrangiamenti fuori di testa, la proposta estrema del gruppo lascia senza fiato, corrodendo le difese dell'ascoltatore a base di brutalità, atmosfere torbide ed aperture melodiche avvolgenti. Difficile trovare qualcosa di cui lamentarsi in questi cinquanta minuti di lava creativa dove, se amate la musica dura per eccellenza, troverete numerosissimi momenti di pura esaltazione. Strepitoso! #musica #metal #hath #barbamicro

Cynic - Ascension Codes (2021)

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[album #34] -info- Etichetta: Season of Mist Nazione: USA Brani: 18 Durata: 49 minuti Ultima fatica della storica progressive band americana. Era difficile immaginare un futuro per i Cynic dopo un nefasto 2020, anno segnato dalla morte del batterista Sean Reinert e del bassista Sean Malone . Eppure l'unico sopravvissuto della formazione originaria, Paul Masvidal , ha stupito i fan con l'uscita di questo Ascension Codes , album di liquido progressive metal dalle fortissime atmosfere meditative, un viaggio fanta-onirico di grande eleganza tra metal, jazz, elettronica e spazi infiniti. Tecnica sopraffina, ritmi articolati e melodie ricercate non uccidono una rarefatta sensazione di speranza che percorre l'intero disco, un filo conduttore di benessere sonoro mai banale ma salvifico, coinvolgente nonostante una lieve mancanza di compattezza generale. Originale e unico è stato il percorso dei Cynic dalla fondazione ad oggi, ed opere convincenti come questa fanno ben s...

Hellripper - Warlocks Grim & Withered Hags (2023)

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[album #033] -info- Etichetta: Peaceville Records Nazione: Scozia Brani: 8 Durata: 43 minuti Torna roteando il batacchio lo scozzese de foco James McBain e sforna, mannaggia alla tettonica a zolle infernali di Belzebù , un disco CLAMOROSO! Warlocks Grim & Withered Hags degli Hellripper  ha al proprio interno, spiaccicato nei suoi solchi, tutto ciò che i moderni sommelier del metallo considerano "da boomer": speed metal, heavy metal, thrash metal, black metal; insomma il metal degli anni d'oro, quello che ti fa battere il cuore ed invocare il demonio, quello che quando parte il riff urli "mamma il fomento, mamma!" e il volto si deforma mentre sbatti la capoccia, ormai tristemente priva di lunga chioma. La cosa bella di tutto 'sto ben di diavolo, sull'anzianotto andante, è che non so' dei vecchi di merda ad averlo sfornato, ma un cazzutissimo giovinasto scozzese, sulla trentina, con numerose protuberanze ipercinetiche al posto delle nor...

Scale the Summit - The Migration (2013)

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[album #31] -info- Etichetta: Prosthetic Records Nazione: USA Brani: 10 Durata: 42 minuti Quarto album in studio per l'adventure metal band statunitense. The Migration dei Scale the Summit  è un album ottimista, di quelli che mentre l'ascolti ti sale un sorriso e inizi a viaggiare con la fantasia, mentre un senso di placido benessere pervade un corpo contratto dalla frenesia del vivere (cioè, diciamo, insomma). Progressive metal moderno, sensazioni post-rock e melodia a profusione, spesso d'ottima qualità e generalmente molto buona, per quaranta minuti di musica strumentale mai esasperata, dove la tecnica individuale c'è ma si amalgama alla perfezione per focalizzarsi sulla riuscita degli arrangiamenti. Se avete bisogno di staccare, oppure siete alla ricerca di un energico accompagnamento sonoro per la corsetta post-quaranta, la proposta degli americani Scale the Summit è molto indicata e sinceramente consigliata. Bravi. #musica #recensionimusica #scalethesu...

Ved Buens Ende - Written in Waters (1995)

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[album #29] -info- Etichetta: Misantrophy Records Nazione: Norvegia Brani: 9 Durata: 57 minuti L'unico trip mentale disponibile nel mondo del terzetto norvegese. Se volessi farla breve, potrei descrivere Written in Waters dei Ved Buens Ende come un disco black metal avanguardistico composto negli anni settanta, un paradosso temporale unico nella storia della musica dura. Nell'oretta sonora proposta dai nostri è facilissimo smarrire la via, circondati da una densa nebbia psichedelica che inganna i sensi e rende tutto indefinito, non di facile assimilazione. Chitarre malinconiche ed acide su strutture ritmiche progressive, alienazione strisciante, sound spettrale, accelerazioni di metallo nero e sorprese soniche in successione richiedono attenzione, pretendono tempo e ripagano alla grandissima, regalando agli avventurieri scenari inediti, emozioni contrastanti, stupore. Written in Waters è un capolavoro di quelli veri, un album imprescindibile per chi è alla ricerca d...

Pig Destroyer - Terrifyer (2004)

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[album #28] -info- Etichetta: Relapse Records Nazione: USA Brani: 21 Durata: 32 minuti Terza barbaria perpetuata dal trio americano ai danni dell'umanità. Adoro la natura catartica del metal estremo, quella liberatoria sensazione di rabbioso astio che ti pervade il corpo, facendoti sfoggiare il ghigno più antisociale possibile, fermo in coda con la tua autovettura allo svincolo per il supermercato. Terrifyer dei Pig Destroyer è l'ideale per le giornate d'odio, con i suoi ventuni brani costipati in trentadue minuti di misantropia: bordate grindcore, brutalismi death metal, scapocciate thrash e vaffanculo hardcore volanti, con uno psicopatico agli urli che sbraita di perversioni, uccisioni, disturbi vari, ovviamente con tonnellate di  fucking attitude. Non inventano un cazzo di nuovo i Pig Destroyer , ma i loro porconi arrivano belli infuocati e ciccioni. Riempimi così, di male parole. #musica #recensionimusica #barbamicro #metal #pigdestroyer #relapse #porconivol...

Voivod - Synchro Anarchy (2022)

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[album #26] -info- Etichetta: Century Media Records Nazione: Canada Brani: 9 Durata: 48 minuti Ultima uscita della storica e peculiare prog metal band canadese. Ne è passata d'acqua sotto i ponti per i Voivod,  e tra perdite importanti e nuovi innesti, i nostri amati hanno comunque saputo tenere botta e pubblicare lavori sempre all'altezza dello sfavillante passato sonoro. Synchro Anarchy racchiude nei propri solchi nove ottimi brani dal riffing chitarristico sbilenco che duettano di prepotenza con un basso pulsante, sincopato, eccezionale. Cambi di tempo improvvisi e continue variazioni non rendono noioso l'ascolto, e quando c'è d'andare giù con la melodia mai nulla di scontato riempie i minuti, piacevolissima sensazione che i fan del gruppo canadese conoscono fin troppo bene. Alcunché possono gli anni quando c'è tanta ispirazione, tanta tecnica e tanto amore: lunga vita ai Voivod  ed altri cento album così belli e personali. #musica #recensionimusi...

Imperial Triumphant - Spirit of Ecstasy (2022)

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[album #25] -info- Etichetta: Century Media Records Nazione: USA Brani: 8 Durata: 54 minuti Quinto studio album per il folle trio newyorkese. Se c'è una band capace di mandarmi ai matti, con tutte le scarpe, questa è senza dubbio l'inusuale creatura celata dietro il moniker Imperial Triumphant , di cui Spirit of Ecstasy rappresenta l'ultimo subdolo parto. Ricchi di prestigiose collaborazioni e perennemente alla ricerca di strade soniche alquanto arzigogolate, gli otto brani incisi nel disco sono un nuovo giro turistico nell'alienazione più avanguardistica, tra death metal e free jazz, growling cavernoso e sax, poliritmi e dissonanze, un incubo psicologico intricato e respingente per l'ascoltatore privo di pazienza e curiosità. Anche in Spirit of Ecstasy latitano appigli a cui aggrapparsi mentre il decadente magma urbano degli Imperial Triumphant prende il sopravvento, e non si può ignorare un lieve sentore di pippone intellettualoide onanistico, ma ciò n...

Shining - V: Halmstad (2007)

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[album #13] -info- Label: Osmose Productions Nazione: Svezia Brani: 6 Quinto disco in studio della band svedese Shining . Nonostante una sfacciata propensione melodica ed un maggior controllo emotivo, V: Halmstad resta un disco di metallo compiutamente estremo, negativo fin nel midollo. La band svedese, capitanata del disturbato e disturbante cantante e chitarrista Niklas Kvarforth (artista perennemente in bilico tra smania di protagonismo e sincera follia), intrappola un viscerale malessere esistenziale all'interno di sei tracce a varie sfumature di (pessimo) umore, nere come la pece e vibranti di uno sconforto inesorabile che torce le budella.  Non è facile entrare nel mood di un disco come questo, ma una volta precipitati nel gorgo degli Shining non si può far altro che abbandonarsi alla disperazione e lasciarsi sopraffare dal buio.  Intenso. 

Gojira - L'Enfant Sauvage (2012)

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[album #12] -info- Etichetta: Roadrunner Records Nazione: Francia "Padre, il metal è roba per vecchi e nostalgici boomer della ceppa, fattene 'na ragione." "Vieni qui figliolo e ascolta con me questo disco, mannaggia al creato in fiamme!" Quinto lavoro in studio per i francesi Gojira ed ennesima perla della loro invidiabile discografia, un concentrato nervoso ed imprevedibile di furioso metallo moderno. Pestano di brutto i nostri ma senza mai perdere il controllo, precisi come chirurghi sadici e brutalmente dediti al groove più strabordante, alternando nei brani riff quadrati a blast beat, melodie tese come corde di violino e tonnellate d'impatto, tecnica, sorprese. L'Enfant Sauvage è un esempio virtuoso di metal che guarda al futuro senza trascurare l'oscuro passato (oh, pare un motto per un nuovo movimento politico: Un Caprone Per Il Domani). Imprescindibile. 

Title Track #01: Abattoir "Vicious Attack" (1985)

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Una nuova fantastica rubrica (YAAY!) sbarca su questa landa desolata. Una band, un album, la sola title track e qualche cazzata. Cosa desiderare di più? Ecco a voi: (Che cazzo di genio sono per scegliere i titoli, eh?) EPISODIO #01: ABATTOIR "VICIOUS ATTACK" Si parte con i californiani Abattoir, speed metaller più che dignitosi qui alle prese con il loro primo lavoro sulla lunga distanza "Vicious Attack", uscito nel 1985. Sobrietà e solarità. Ma è giunto il momento di gustarci il brano scelto, quindi avviate il video, stappate una bella bottiglia di birra da discount e roteate la testa in senso orario per un paio di minuti, sperando di sopravvivere alla cervicale. Il brano è un mix equilibrato di melodia e tamarragine, molto piacevole e dalla durata perfetta per un paio d'ascolti consecutivi. Stay Heavy ed alla prossima! ... ... ... Perché ci sarete, vero? GIUDIZIO UNIVERSALE FINALE:

Ascoltati: Neurosis - A Sun that Never Sets (2001)

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La ruvida bellezza della desolazione. Etichetta: Relapse Records Nazione: USA Web:  neurosis.com Versione: CD Seminali e fondamentali, i Neurosis si sono sempre distinti per la fortissima personalità della propria proposta musicale. Nati ad Oakland nel 1985 e dediti ad un hardcore alquanto anomalo e sperimentale, nel corso della propria carriera hanno esplorato soluzioni sonore inedite ed innovative, rilasciando album neri e corrosivi come i bellissimi Souls at Zero (1992) e Enemy of the Sun (1993), aggiungendo sempre nuovi tasselli creativi alle ruvide basi metal degli esordi. Ma è il 2001 l'anno della maturazione definitiva, l'anno di A Sun that Never Sets . L'ispirazione raggiunge vette d'assoluta eccellenza, imbastardendo il sound della band statunitense con accenni post-rock desolanti, schizzi di campionamenti e synths ed un'annichilente senso di disperazione ed isolamento che corrode il cuore. Le voci roche e grezze di Steve Von Till e Scott Kelly echegg...