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Sadist - Firescorched (2022)

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[album #81] -info- Band: Sadist Nazione: Italia Label: Agonia Records  Brani: 9 Durata: 38 minuti • Nono full-lenght per i Sadist,  storico gruppo progressive death genovese. Amo profondamente i Sadist dai tempi dall'incredibile debut " Above the Light " del 1993 e, sin da quei giorni remoti, la band ha sempre spinto in avanti il proprio sound senza porsi limitazioni stilistiche di sorta. L'ingresso in formazione di una sezione ritmica di prestigio ha dato nuova linfa vitale alle composizioni, adesso libere d'esprimersi con un ampio range umorale: aggressività death metal, eleganza fusion, atmosfere folcloristiche e un'orecchiabilità devastante, mai banale, ipnotica. " Firescorched " è un album maturo, consapevole e trascinante, imperdibile per chi ama la buona musica dura, equamente bilanciata tra muscoli, cuore e cervello. #Firescorched #Sadist #AgoniaRecords #musicametal #year2022

Ulcerate - Cutting the Throat of God (2024)

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[album #79] -info- Artista: Ulcerate Nazione: Nuova Zelanda  Label: Debemur Morti Brani: 7 Durata: 58 minuti • Settimo album in studio per la formazione progressive  death metal neozelandese. Dopo un album incredibile come "Stare Into Death and Be Still"  aspettarsi di meglio dagli Ulcerate è   quantomeno da coglioni, vista l'incredibile intensità di quella gemma nera come l'abisso. Hanno lavorato di fino i tre neozelandesi, perfezionando e livellando in modo tale da pubblicare un disco solido e inattaccabile sotto ogni punto di vista, con sette brani che raccolgono il testimone e non sminuiscono minimamente la fatica di quelli che li hanno preceduti. Il loro death metal tecnico, disperato, disorientante ed emotivo è sempre devastante, melodico, intricato e privo d'ogni speranza, ma l'effetto prorompente del full-lenght precedente è quasi assente, sostituito da una lucidità compositiva chirurgica. "Cutting the Throat of God"  è roba sopra...

Repulsion - Horrified (1989) [M074]

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[album #74] -info- Etichetta: Necrosis Nazione: USA Brani: 18 Durata: 29 minuti La storia dei Repulsion è una di quelle che ti fa riflettere sul fatto che, molto spesso, creare qualcosa di nuovo non significa vederne riconosciuta immediatamente l'importanza. Attivi dal 1984, e dopo vari cambi di nome, gli scalmanati americani arrivano al debut album nel 1989, quando le band a loro ispirate ( Carcass e Napalm Death , per citarne un paio) aveva già sparato almeno un paio di bordate incredibili, acquisendo così lo status di pionieri ed adombrando un disco fondamentale come Horrified . In meno di mezz'ora c'è tutto quello che di bello il grindcore ha da offrire: brutalità, marciume, distorsione a palla (mamma il suono del basso quant'è fregno!) ed attitudine punk, diciotto brani gentili con la cute come una motosega per farsi la barba, tranquilli come i partecipanti alla briscola del centro anziani quando la mano va di merda ed il compare di giocate non capisce ...

Black Sabbath - Black Sabbath (1970)

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[album #65] -info- Etichetta: Vertigo/Warner Nazione: Inghilterra Brani: 8 Durata: 43 minuti Ai Black Sabbath  è bastato un singolo disco per passare dalla periferia di Birmingham  alla storia della musica: l'omonimo e seminale debut del 1970. Nonostante le venature rock-blues ed i richiami più o meno voluti ai Cream di Eric Clapton , il sound dei quattro inglesi è diverso da tutto quello che c'è in giro al momento, cupo, pesante e travolgente, con la chitarra della divinità Tony Iommi  protagonista assoluta, brani dove Ozzy Osbourne  cantilena di diavoli e cose brutte mentre  Bill Ward  pesta meravigliosamente la batteria e Geezer Butler  pompa il groove con il basso. Le tre lugubri note di " Black Sabbath " hanno spalancato i cancelli maledetti degli abissi infernali e noi tutti ringraziamo, con le corna al cielo ed il volume a palla. Una pietra miliare. #MetalMasterpiece #heavyrock #blacksabbath #year1970

Candlemass - Epicus Doomicus Metallicus (1986)

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[album #63] -info- Etichetta: Black Dragon Records Nazione: Svezia Brani: 6 Durata: 43 minuti Nel 1986, a raccogliere il testimone dei padri fondatori Black Sabbath sono un trio di metallari scandinavi, meglio conosciuti come Candlemass , che ammantano di drammatica epicità le sonorità funeree emanate in principio dalle lande britanniche. Epicus Doomicus Metallicus  suona potente ed inesorabile, oscuro e poderoso, denso e nebbioso, esibendo nei sei brani presenti un songwriting maturo e compiuto che lo rende, di fatto, uno dei capolavori del doom metal di cui è sciocco privarsi. Mastodontico. #MetalMasterpiece #doommetal #candlemass #year1986

Terrorizer - World Downfall (1989)

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[album #61] -info- Etichetta: Earache Records Nazione: USA Brani: 16 Durata: 36 minuti Tre sono gli album fondamentali per conoscere, comprendere ed apprezzare il grindcore: Scum (1987) dei Napalm Death , Reek of Putrefaction  (1988) dei Carcass e questo World Downfall  dei Terrorizer , uscito nel 1989 a band già dismessa e registrato in sole settantadue ore, richiamando a raccolta i membri originali ormai impegnati sia nei sopracitati Napalm Death che nei nascituri Morbid Angel . Blast beat a manetta, anarchia punk, brutalità death metal, growl bestiali e brani killer per un cocktail finale assolutamente micidiale, ideale come sottofondo musicale mentre si assemblano molotov casalinghe in vista di una domenica pomeriggio con i fiocchi. Album fondamentale per il genere estremo tutto. #grindcore #masterpiece #terrorizer #worlddownfall #1989 #usa #barbamicro

Annihilator - Alice in Hell (1989)

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[album #60] -info- Etichetta: Roadrunner Records Nazione: Canada Brani: 9  Durata: 38 minuti L'inizio acustico malinconico di " Crystal In " non deve trarre in inganno: Alice in Hell , debutto sulla lunga distanza dei canadesi Annihilator , è una sassata speed/thrash metal di qualità sopraffina, dove padronanza tecnica e songwriting maturo vanno a braccetto per quaranta minuti di fuoco, fiamme e distruzione. Ritmi sostenuti, continue variazioni e chitarre briose a iosa, per godere e fomentarsi a ripetizione come conigli rabbiosi. Spaziale! #speedmetal #thrashmetal #annihilator #aliceinhell #1989 #canada #barbamicro

Riot - Fire Down Under (1981)

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[album #58] -info- Etichetta: Elektra Records Nazione: USA Brani: 10 Durata: 38 minuti Il terzo disco in studio dei seminali Riot  è un fottuto capolavoro in bilico tra lascivo hard rock e spregiudicato heavy metal, pieno zeppo di brani dalle memorabili melodie ruffiane e con riff di chitarra che riporterebbero in vita anche i cazzo di morti, ideale per un pieno d'adrenalina elettrica da spararsi direttamente in vena, a ripetizione, scapocciando come pazzi. Fondamentale. #masterpiece #heavymetal #riot #firedownunder #1991 #usa #barbamicro

Pan.Thy.Monium - Dawn of Dreams (1992)

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[album #58] -info- Etichetta: Osmose Productions Nazione: Svezia Brani: 7 Durata: 45 minuti  Essesimo progetto di Dan Swanö , personalità di spicco del metal estremo dei '90, i Pan.Thy.Monium  sono stati tra i precursori di quel metallo duro che, affascinato dalla sperimentazione, si è lanciato in evoluzioni sonore ardite, spesso con risultati sorprendenti. Dawn of Dreams  ha un'ossatura di fangoso death metal scandinavo su cui penzolano curiose escrescenze avantgarde, rumorismo, tastiere sbilenche ed un pizzico di pretenziosità, ma l'insieme stupisce ad ogni ascolto e l'atmosfera bizzarra non ha perso un briciolo del suo fascino weird. Personale ed intrigante. #avantgardedeathmetal #panthymonium #dawnofdreams #1992 #svezia #barbamicro

Omen - Battle Cry (1984)

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[album #57] -info- Etichetta: Metal Blade Records Nazione: USA Brani: 10 Durata: 37 minuti Battle Cry  è l'esordio cultissimo dell'altrettanto leggendaria metal band americana Omen , una spremuta sonora di draghi, spade de foco, riti pagani, heavy metal tonante, chitarre trotterellanti, melodie meravigliosamente tamarre ed un bel sound americano pastoso, grasso, epico e vintage. Album imprescindibile per chi rimpiange le frangette importanti e la fiera tradizione metallica ottantiana. #heavymetal #omen #battlecry #metalblade #barbamicro

Crimson Glory - Crimson Glory (1986)

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[album #56] -info- Etichetta: Par Records Nazione: USA Brani: 8 Durata: 39 minuti In quei giorni dove avverti sul corpo il lento logorio della quotidianità, l'appassire inesorabile delle capacità cognitive ed il fardello crescente del doppio mento schiacciarti al suolo, è proprio in quei momenti di muta rassegnazione che hai bisogno di tanto heavy metal classico, quello bello melodico ma non esasperato, grintoso ma non esagitato. Afferri metaforicamente il debutto dei Crimson Glory , lo avvii con veemenza e dopo un paio di note sei lì che sorridi, pesti il piedino ciabattato a ritmo e godi come un porco per l'elegante tracotanza metallica di armonie avvolgenti e cavalcate imperiose, assoli indimenticabili e ritornelli che ti si stampano in mente per giorni, mesi, anni, vite. Sarai pure un vecchio di merda con la sciatica infiammata ma gli acuti che spari, mentre espelli urina ad altissima pressione cantando " Dragon Lady ", sono il ruggito (stonato) di un ...

Morbid Angel - Altar of Madness (1989)

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[album #55] -info- Etichetta: Earache Records Nazione: USA Brani: 9 Durata: 35 minuti Il devastante debutto della fondamentale band di Tampa, Florida . Se esistesse un'università del death metal, certamente più utile della frequentatissima università della vita, conoscere a memoria Altar of Madness  sarebbe obbligatorio per il test d'ammissione, visto l'enorme impatto sulla scena metal del primo vagito infernale dei Morbid Angel . Evidenti richiami al thrash metal, e una brutalità debitrice al grindcore inglese del periodo, sono le fondamenta su cui i nostri costruiscono un sound unico, riconoscibile ed ipnotico, travolgente nello sviluppo e con un gusto raro per il groove spacca-cranio. Altar of Madness  è un capolavoro maligno di puro death metal che fa della personalità il suo punto di forza, un nero gioiello senza tempo. Imprescindibile. #extrememetal #morbidangel #altarofmadness #deathmetal #barbamicro de

Dornenreich - Nicht um zu sterben (1997)

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[album #54] -info- Etichetta: CCP Records Nazione: Austria Brani: 8 Durata: 44 minuti Album d'esordio per il trio austriaco. Avevo solo sentito parlare dei  Dornenreich in passato e devo ammettere che è stato un piacere scoprirli oggi con Nicht um zu sterben , ottimo debut di black metal sinfonico. Lo stile discretamente tecnico degli austriaci non perde mai di vista la melodia, epica o feroce a seconda delle atmosfere dei singoli brani, composti da partiture dai continui cambi di tempo e inframezzate da frequenti innesti folk d'ottima fattura. L'insieme è maturo e raffinato nonostante la poca esperienza maturata e lo screaming, stridulo ed esasperato, potrebbe essere l'unico scoglio da superare per godere di un disco caldamente consigliato. Sorpresona! #extrememetal #dornenreich #blackmetal #barbamicro

Naglfar - Vittra (1995)

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[album #53] -info- Etichetta: Wrong Again Records Nazione: Svezia Brani: 9 Durata: 46 Incredibile debutto della band svedese. I blackster svedesi Naglfar sono uno di quei rari casi, nella storia della musica, dove il primo album in studio resta la loro opera più rappresentativa, seguita da lavori dignitosi ma tranquillamente trascurabili. Con il suo black metal malinconico, epico e ammaliato dall'heavy metal più classico, Vittra  si butta giù a gargarozzo divaricato, pieno di melodie chitarristiche semplici e ficcanti, doppia cassa quadrata e screaming esasperato. Tutti e nove i brani sono eccellenti e arrangiati con gusto, immediatamente memorizzabili ed ammantati di un'atmosfera da fiaba oscura ed affascinante. Gran disco dunque, da annoverare tra i classici imprescindibili del sound black metal tipicamente svedese. #extrememetal #naglfar #vittra #barbamicro

Dark Angel - We Have Arrived (1985)

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[album #52] -info- Etichetta: Azra Records Nazione: USA Brani: 7 Durata: 34 minuti Debutto della band americana. We Have Arrived  offre una mezz'oretta di speed thrash metal ottantiano onesto e spontaneo che, pur soffrendo di numerose ingenuità nel songwriting, riesce ad intrattenere grazie alla grinta dei riff di chitarra. I Dark Angel diventeranno qualcosa di più grosso ed importante a partire dall'album successivo, che vedrà l'ingresso alla batteria della bestia umana Gene Hoglan , ma la sincerità della proposta è nostalgicamente confortante. Caruccio. #extrememetal #darkangel #barbamicro

Kreator - Pleasure To Kill (1986)

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[album #51] -info- Etichetta: Noise Records Nazione: Germania Brani: 9 Durata: 38 minuti Secondo disco del rumoroso trio teutonico. Ricordo ancora nitidamente quando ascoltai per la prima volta la musicassetta di Pleasure To Kill , rimanendo sconvolto da tale irruenza demoniaca, perché il secondo album dei Kreator  è una pietra miliare del sound estremo, presenza fissa nella decina d'opere fondamentali del genere. Grezzo, sporco, cattivissimo e spontaneo, il thrash metal (o proto black metal) partorito dagli allora giovanissimi tedeschi è un concentrato di brutalità e ferocia, un flusso infernale che se ne sbatte le palle dei virtuosismi, vomitando il proprio odio universale nella maniera più sfacciata e diretta possibile. In compagnia di  Slayer , Possessed  e Bathory , lì dove volano santi tristi ed imprecazioni di fuoco. Capolavoro immortale. #extrememetal #kreator #pleasuretokill #barbamicro #metalmasterpiece

Dismember - Massive Killing Capacity (1995)

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[album #50] -info- Etichetta: Nuclear Blast Records Nazione: Svezia Brani: 11 Durata: 38 minuti Terzo album in studio per i purulenti deathster svedesi. Dopo due bordate marce e ruvide, in  Massive Killing Capacity i Dismember a mmorbidiscono il sound, aggiungono melodia e spolpano all'osso gli arrangiamenti, puntando tutto sull'accessibilità ed il groove. Quando le cose vanno per il verso giusto c'è di che divertirsi, ma le troppe banalità compositive e una certa mancanza di brio abbassano di molto l'appeal complessivo, penalizzando la tenuta di un lavoro gradevole ma dimenticabile, oggi come all'uscita. Sfizioso per un ripasso ma i Dismember hanno sparato cartucce ben più grosse e mortali. #deathmetal #dismember #massivekillingcapacity #barbamicro #heavymetalreview

Testament - The New Order (1988)

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[album #49] -info- Etichetta: Megaforce Records Nazione: USA Brani: 10 Durata: 39 minuti Secondo album della band californiana. Sul finire degli anni '80, i gruppi thrash metal più rinomati erano alla ricerca di nuove strade da percorrere per arricchire il proprio sound ( Slayer e Metallica su tutti), ma se si tendevano le orecchie alla  California era impossibile non rimanere travolti da The New Order , secondo capitolo dei Testament e vero testamento di quelle sonorità, disco orgogliosamente ancorato al decennio che andava chiudendosi. Nei dieci brani, di cui la metà da considerarsi classici immortali del metallo, tiranneggiano riff di chitarra monumentali, ritmiche tonanti dal tupa-tupa facile, arrangiamenti asciutti e devastanti, assoli melodici che trapanano il cuore ed un wall of sound senza la minima crepa, assolutamente devastante. The New Order  è thrash metal ottantiano nella forma più pura e coinvolgente, perfetto per sbatacchiare furiosamente l'ultimo c...

Eucharist - Mirrorworlds (1997)

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[album #48] -info- Etichetta: War Music Nazione: Svezia Brani: 8 Durata: 37 minuti Secondo full-lenght della sottovalutata band svedese. Se in quei giorni del mese mi sale un languorino di death metal melodico svedese, capita spesso di scegliere Mirrorworlds degli Eucharist per appagare corpo e mente, celermente e con sommo gaudio. Esempio emblematico di come la massa non capisca un cazzo, il secondo album degli sfortunati deathster emozionali è un must tra chi se ne intende di sound aggressivo, pieno com'è di melodia, di riff fregni, d'innesti black metal e d'arrangiamenti quadrati scevri d'inutili cazzate. Arrivati al termine si ha subito voglia di un nuovo giro, perché la bella musica non stanca mai. Consigliatissimo, ieri come oggi e come domani. #extrememetal #melodicdeathmetal #eucharist #mirrorworlds #svezia #barbamicro

Coroner - Mental Vortex (1991)

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[album #46] -info- Etichetta: Noise Records Nazione: Svizzera Brani: 8 Durata: 47 minuti Quarto disco della fondamentale formazione svizzera. Se si pensa alla storia della musica estrema mondiale, non si può fare a meno di notare l'incredibile personalità delle band svizzere più blasonate, gruppi come i Celtic Frost , i Samael ed i miei adorati  Coroner . Analizzando proprio l'operato di questi ultimi è difficile trovare un album debole nella loro discografia e Mental Vortex  rappresenta il culmine del thrash metal tecnico proposto dai nostri, ricercato e sperimentale ma mai avaro d'impatto e riff di chitarra spezza-collo, ritmi dispari e groove rabbioso. Gli otto brani scorrono via che è un piacere, vari nella struttura e con continue sorprese ad allietare l'ascolto, godimento che non affievolisce quando i ritmi aumentano e la tensione sale. Dopo trent'anni Mental Vortex suona attuale ancora oggi, molto di più di produzioni uscite ieri e dimenticate in ...