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Visualizzazione dei post da aprile, 2016

Giocati: Techno Trancer (2013)

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2013 | GIGA-RENSYA | Android | Play Store "Io blasto giapponese." Non c'è niente da fare, quando si parla di shooting game, non posso che gridare a tutto il mondo (ehm...) che i giapponesi hanno una minchia effettivamente più grande. Non è tanto una questione tecnologica, ma proprio un feeling di gioco diverso, più profondo, "giusto". Questo non vuole essere un discorso assolutistico e tristemente banale (perché di cagate brutte ne è pieno pure il Giappone, eh), ma un pensiero maturato nel corso degli anni trascorsi a giocare a questa (bellissima) branchia del gaming. Prendete questo Techno Trancer (Rev 3.0): minimale, semplice e potenzialmente ripetitivo e pubblicato su mobile (benvenuta dissenteria fulminante). Eppure, una volta avviato, noti che il cuore è forte e pulsante, fedele alla scuola dei buoni bullet hell.  L'intera esperienza è pensata per una fruizione portatile, ma la gestione delle partite passa per la comprensione di tre semplici principi, i...

Giocati: Summer Carnival '92 RECCA (1992)

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1992 (Famicom) 2013 (Virtual Console) | Naxat Soft | 3DS | eShop Il padre dell'inferno di proiettili. Posso solo provare ad immaginare che sostanze stupefacenti girassero negli studi della Naxat Soft durante la progettazione di Summer Carnival '92 RECCA, perché una tale quantità d'inventiva, innovazione e follia lascia sinceramente annichiliti. Prima del titolo giapponese esistevano ottimi sparatutto, ma RECCA ingurgita tutte le regole fondamentali del genere e le rimescola, schiacciando pesantemente il piede sull'acceleratore. La velocità di gioco schizza alle stelle, il quantitativo di nemici (e proiettili) presenti a schermo soverchia tutto quello che c'era precedentemente, mentre una martellante colonna sonora pseudo trance accompagna degnamente il giocatore verso l'allucinazione grafica che progressivamente invade gli scenari. Tutto è al posto giusto: upgrade modulari e diversificati, sistema di punteggio da padroneggiare con dedizione ed impegno, boss di f...

Giocati: Ice Cream Surfer (2014)

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2014 | Dolores Entertainment | Wii U | eShop Citando m'annoia. Già è complesso trovare uno sparatutto decente su console, se poi si ha la sfortuna di capitare in questo Ice Cream Surfer , non si può evitare d'invocare il più malevolo dei satanassi. Questo "coso" di Dolores Entertainment cerca di fare il verso a tutti quei Cute 'Em Up (aka Shooter Ciccipuffosi) tanto in voga negli anni novanta, ma fallisce in maniera quasi comica. Ritmo blando, grafica tremenda, scoring system imbarazzante e rallentamenti inspiegabili. Una produzione amatoriale che non merita nemmeno un decimo del prezzo richiesto (5 euro di tristezza). PAGELLA DELL'AMORE Estetica:  4/10 |  Audio: 3/10 |  Tecnica: 4/10 |  Divertimento:  4/10 Per acquistarlo: Ice Cream Surfer (Wii U)

Guardati: Valhalla Rising (2009)

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2009 | Nicolas Winding Refn Visioni di violenza. Questo Valhalla Rising mi ha spiazzato, lo ammetto. Il mio desiderio di bellezza estetica è stato pienamente appagato da Nicolas Winding Refn, ma il regista danese ha alzato il tiro in maniera spregiudicata, sfornando una pellicola non convenzionale, criptica, brutale, che non vuole farsi amare facilmente. Non c'è spreco di parole inutili o spiegoni per famiglie, tutto è indefinito, sospeso in un limbo tra realtà e spiritualità, sporco di sangue, fango e budella, avvolto dalla nebbia e disperso in distese incontaminate e spaventose. Il muto protagonista osserva i deliri, la morte, le speranze di uomini logorati dalla propria miseria o dalla propria fede, avanzando in un viaggio che sembra condurre, in maniera inesorabile, all'oblio carnale e spirituale. Valhalla Rising è un grosso dito medio al cinema di Hollywood, pachidermico nel suo avanzare e brutalmente affascinante, ma la sua arroganza potrebbe farvi girare i coglioni molto...

Guardati: Il regno dei sogni e della follia (2013)

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2013 | Mami Sunada Meravigliosa disillusione. Apprezzare il lavoro dello Studio Ghibli non è certamente un obbligo. Nessuno vi costringe a godere della bellezza e della poesia che questo collettivo di veri artisti riesce ad incanalare nelle proprie creature. Mai criticare i gusti altrui. Mai. Eppure state sbagliando, perché questo documentario mette a nudo un mostro sacro dell'animazione mondiale in maniera magistrale, con tutte le debolezze, i tormenti, il genio e l'angosciante solitudine. Ne mostra frammenti d'umanità così privati che ci si sente indiscreti, a tratti imbarazzati. Ma osservarlo cronometrare le proprie fantasie, in cerca del percorso da far intraprendere al suo nuovo sogno, scalda il cuore con estrema naturalezza, in un flusso empatico continuo ed emozionale. Questo è Hayao Miyazaki, tra matite, sacrifico ed una costante e dolorosa ricerca di se stesso.