Fumo

Osservo il fumo che riempie la stanza, illuminata solo dalla debole luce di una finestra connessa al "Mondo Altro".
Nel silenzio il ticchettio dei tasti è ritmico e deciso, anche se quel che cerca di decifrare sfugge alla logica.
Ancora qui, ancora oggi, ancora niente.
Ma il malessere non svanisce, nonostante si cerci di seppellirlo in mille cose stupide, superficiali, che non si sentono proprie.
Si cercano amori dove non c'è spazio per la sincerità.
Si cerca svago in parole che profumano di bettole o di puttane.
Si cerca se stessi troppo lontano per trovarsi e sempre più vicino al perdersi.
Immobili, statici, vecchi, troppo confusi.
Nel ripetersi di situazioni, dialoghi, persone e luoghi si cela il vortice della non vita, dell'attesa senza soluzione, della corsa senza traguardo, dei giorni cannibali di giorni.

Il fumo continua a danzare, lento ma deciso, sfuggevole e mutante.

Ci sorprenderemo un giorno nello scoprirci morti ma distratti.

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