Guardati: Electric Dragon 80000V (2002)

Rettili, elettricità e tanto punk.


Regia: Gakuryū Ishii
Nazione: Giappone
Versione: DVD



IN BREVE:
  1. "Secondo me c'è rimasto sotto il tipo. Troppo fritto, compà!"
  2. "Lo voglio pure io il Pugno Energetico da 80000 Volts."
  3. "Ci manca la figa... Che film di merda... Inutile..."

INTRODUZIONE:
Travolto dalla valanga di pellicole supereroistiche tanto care al cimena americano odierno (con produttori pronti ad acquistare i diritti anche del più sfigato dei pagliacci in calzamaglia), film come "Electric Dragon 80000V" riescono nel, non facile, compito di trasportare nel cinema le peculiarità proprie del fumetto (in questo caso nipponico). Con la giusta dose di punk.



"Dragon Eye" Morrison


APPROFONDIAMO:
Autore di culto, grazie a pellicole seminali come "Crazy Thunder Road" e "Burst City" (due misconosciuti gioielli imperfetti di grezzo cyberpunk), Sogo Ishii si è sempre distinto per il proprio stile, ruvido e poco ricercato, ma estremamente visivo ed eccentrico. Dopo svariati lavori (più o meno riusciti), il regista giapponese torna alla sua vecchia passione, sfornando nel 2002 "Electric Dragon 80000V", compendio aggiornato e potenziato di tutte le passate creazioni. Giusto due parole sulla trama: colpito da un fulmine in giovane età, "Dragon Eye" Morrison aquisisce il potere d'assorbire l'elettricità, che può amplificare con l'ausilio della fida chitarra elettrica, sviluppando contemporaneamente la facoltà di comunicare con i rettili, animali di cui il protagonista è follemente innamorato. La vita scorre tranquilla sino all'arrivo di Thunderbolt Buddha (questo nome è geniale), essere metà uomo e metà macchina, dotato dello stesso potere di Morrison (assorbire energia elettrica), ma affetto da una duplice personalità alquanto particolare. Thunderbolt Buddha attira le attenzioni di "Dragon Eye" Morrison, sfidandolo a combattere per determinare il più forte tra i due, quello con il maggior numero di Volts a disposizione. La trama assurda serve solo da misero collante per giustificare l'anarchia visiva dell'intero film, un'opera grottesca che si prende per il culo con strafottenza, divertendo per tutta l'esigua durata, di poco inferiore all'ora. Realizzato in un bianco e nero pulito e moderno, "Electric Dragon 80000V" basa la propria forza sull'eccentricità del montaggio (molto veloce, anche troppo in alcune scene), su due protagonisti  grotteschi e su uno scenario urbano costellato d'antenne, cavi dell'alta tensione e rifiuti, che appare marginale, distante, trascurato. La colonna sonora alterna rozze sonorità proto-ambient a sguaiati assalti a base di punk e distorsione ultra satura (alcuni brani sono stati composti e suonati dalla band del regista). Ishii punta tutto sull'eccesso, sul rumore, sul godurioso nonsenso tipico di molte opere nipponiche, divorandone le parti fondanti e reinterpretandole sotto l'ottica del regista alternativo e fuori dagli schemi che, negli anni, ha dimostrato d'essere. Se cercate l'amabile follia tipicamente giapponese, questa pellicola non può assolutamente mancare nella vostra collezione da veri uominiconilbambinodentroeunpòfuori, ma dimenticate grandi produzioni, effetti speciali e personaggi con grandi responsabilità e piccoli problemi di cuore. C'è solo tanto chiassoso eccesso da prendere poco seriamente, possibilmente ad alto volume e con una buona dose di birra a portata di mano.


Thunderbolt Buddha



GRAN FINALE:
  • Anarchia audiovisiva allo stato brado.
  • Personaggi amabilmente folli e ridicoli.
  • Se cercate la profondità ci sono i film di Tarkovskij, non rompete i coglioni.


HIGHLIGHTS:
  • La fase della crescita di "Dragon Eye" Morrison.
  • Thunderblot Buddha e la vecchietta.
  • La chitarra elettrica on demand.


FATTORE NICOTINA:








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