Max Landis | Netflix Faccio parte di quella schiera di persone che "sì, ok... Douglas Adams sarà pure bravo ma 'sticazzi". La serie TV di cui scrivo è tratta da un romanzo dello scrittore, che non ho letto, e l'impressione rimane la stessa: umorismo che spesso non fa ridere, un guazzabuglio di generi fantastici amalgamati bene, momenti grotteschi dietro ogni angolo e intrattenimento nella media, senza infamia e senza lode. La serie non è brutta ma non mi ha mai completamente soddisfatto; una zona grigia del godimento.
Nicolas Cage e Elisabeth Shue protagonisti del quinto appuntamento con 500 Caratteri. Per dirla in maniera elegante: saranno cazzi da cacare? Via da Las Vegas Mike Figgis, 1995 - USA Qual'è la cosa più furba da fare per permettere di vincere l'Oscar anche a quel mostro d'espressività nascosta (bene) che risponde al nome di Nicolas Cage? Ma semplice, calarlo nei panni di un nichilista che sceglie l'alcool come "soluzione finale", condendo il tutto con una storia d'amore dannata e tanti lacrimoni facili facili. Elisabeth Sue la meritava quella cazzo di statuetta, nonostante tutto l'inutile ciarpame di contorno. Com'era il discorso delle perle ai porci? CONTEGGIO CARATTERI: 477 Grandissima interpretazione della bottiglia. Post precedente nella sezione 500 Caratteri: The Backwater Gospel (2011)
Un prequel con i controcazzi. Titolo: L'alba del pianeta delle scimmie Titolo originale: Rise of the Planet of the Apes Regia: Rupert Wyatt Nazione: USA Versione: Blu-Ray Amo profondamente Il pianeta delle scimmie , film del 1968 che ha dato il via a quattro sequel terrificanti, ad una pessima serie televisiva del 1974 e, per concludere in bellezza, ad un remake del 2001, ad opera di un Tim Burton evidentemente ubriaco, su cui è meglio stendere un velo pietoso. Avvilito da cotanta merda fumante, mi sono avvicinato a questo prequel/reboot in maniera abbastanza scettica, aspettandomi l'ennesima delusione a base di scimmie logorroiche e uomini in mutande dallo sguardo torvo. Ebbene sì, Rupert Wyatt (regista britannico con alle spalle l'ottimo Prison Escape ) è riuscito a riesumare dalla tomba questo cadavere putrescente, realizzando un film visivamente eccezionale e dal ritmo incalzante, privo di sbavature e fottutamente coinvolgente. Spetta ad Andy "Gollum" Serk...
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