Ghost Rider 2099 (1994)

Len Kaminski | Marvel

Post di Vomicoso.

Ciao amici, è da quando mi sono svegliato che, in fondo in fondo, nel database del mio chip neurale, sento una voce che mi ripete in loop: zero, zero, zero, zero, zero, zero. Che no, furbini, non era la somma della mia pagella di terza elementare ma bensì un ricordo che stava saltando fuori dal cassettone delle memorie belle.

Ora vi spiego.

Qualcuno di voi furbastri, li davanti, si ricorda di Marvel 2099? Linea editoriale ambientata in un futuro distopico che mamma Marvel tirò fuori verso la prima metà dei '90 per accattivarsi le simpatie dei giovini discoletti ai quali dei supereroi classici non gliene fregava mica una ceppa. Ora, personalmente, a parte un paio di idee azzeccate tutto l’ambaradan era abbastanza un enorme uattafac, ma alla casa delle idee per un periodo ci hanno creduto davvero.

Il mondo nel 2099 è cupo, piovoso, gestito da una polizia militarizzata e dalle megacorporazioni. Sì, dai. Esatto. Proprio come in Blade Runner e in mille altre ambientazioni cyberpunk. Ma non ditecelo a Joey Cavalieri, editor della linea licenziato "arrivederceggrazie" nel ’96, quando hanno mandato a monte tutto per chiusura dei rubinetti.

Quindi, fra personaggi al limite del ridicolo come il Punitore 2099 (che sembra più il nome di un attrezzo sadomaso cyberfuturistico),Doom 2099 e Hulk 2099, come dicevo in apertura, un paio di buone trovate le hanno avute.

Come quella di cui vi voglio parlare.
Kenshiro “Zero” Cochrane (sul serio!) è il protagonista della serie Ghost Rider 2099, disegnata da un ispiratissimo Chris Bachalo e scritta da un Len Kaminski in overdose di William Gibson e roba manga nipponica, ma non ditecelo a Stan lee, che non apprezza i fumetti che si leggono al contrario, lui. Quindi dicevamo. Zero è un hacker, di quelli cyberpunk, tutto anarchia e entriamo nei database delle megacorporazioni che ci rubbbiamo tutto. Solo che durante uno di questi hack viene ferito a morte da un membro della sicurezza e prima di tirare il gambino riesce a lanciare la sua mente nel cyberspazio (ecco sor Gibson, per i diritti poi se ne parla un’altra volta) dove viene “raccolta” da alcune intelligenze artificiali senzienti, i Ghostwork, che con la promessa di resuscitarlo, la schiaffano in un cyber corpo cazzutissimo e badassoso per mandarlo in giro a vendicarsi e combattere la malvagità.

Sì, lo so, messa giù così non sembra granché, ma sulla carta funziona discretamente bene. Sicuramente MOLTO meglio della maggior parte delle altre collane 2099. E poi, oh, a me Bachalo è sempre piaciuto molto. Come quando disegnava Death, la sorellina dark di Sandman, sempre in quegli anni. Se lo trovate in giro dateci uno sguardo, che secondo me, se vi piacciono 'ste robe vi piacerà senz'altro.

Io, siccome i fumetti li ho lasciati a casa in Italia, mi son tuffato nel torrente.


Commenti

Post più popolari