Ready Player One (2010)

USA | Ernest Cline

Post di Michele Ricci.

Wade è un diciottenne orfano e squattrinato. Vive in una baraccopoli, una delle tante nel mondo futuristico e decadente immaginato dall'esordiente Ernest Cline, scrittore e sceneggiatore americano. C'è la realtà in disfacimento, spietata, violenta e povera e un universo virtuale chiamato OASIS, una versione ultra potenziata dell'internet attuale, a cui tutti gli utenti possono accedere gratuitamente mediante connessione, console/computer, visori e guanti.

Per molti OASIS rappresenta il rifugio sicuro, la vita alternativa, l'unica salvezza. Il creatore dell'universo online, prima di morire, sfida tutti gli utenti a trovare le tre chiavi nascoste (e le relative porte) all'interno del software. Al vincitore spetterà l'intero patrimonio del defunto, comprensivo del controllo totale di OASIS.

Lo scrittore statunitense, partendo da un'idea semplice e discretamente banale, costruisce un romanzo stracolmo di riferimenti e citazioni alla cultura pop/nerd anni ottanta, inserendo tonnellate di videogiochi, film, telefilm e musica all'interno della storia, raccontata con uno stile dinamico e coinvolgente che invita alla lettura cannibale, quella da isolamento completo ed ininterrotto.

Le descrizioni minuziose delle meccaniche di gameplay di vecchi titoli arcade, gli scenari mortali del Dungeons and Dragons cartaceo (per i giocatori "veterani" semplicemente D&D), la ricostruzione di scene cult di pellicole immortali come Blade Runner e gli ammiccamenti d'intesa continui alla generazione che quelle opere le ha vissute in prima persona, ammantano le pagine di Player One di un fascino malinconico che non potrà che stregare completamente tutti gli "sfigati" (leggasi nerd) vecchia scuola, intenti a sorridere compiaciuti durante la lettura.

Ed è proprio a loro che questo romanzo è indirizzato, a tutti quelli che, nonostante le trame improbabili, gli sprite da una manciata di pixel ed i rullanti dal riverbero esagerato, porteranno sempre nel cuore quel periodo storico, quelle emozioni e quell'innocente meraviglia che tanti sogni e sorrisi ha regalato. 

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