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Visualizzazione dei post da ottobre, 2018

Scatto di Domenica #18

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The Witness 2018 | Thekla Inc. | PlayStation 4 Del capolavoro di Jonathan Blow ho scritto in questo vecchio post (ripescato dal blog precedente e leggermente rimaneggiato) e credo che questo screenshot ne catturi discretamente lo spirito. Giochi come The Witness sono nettare delizioso di cui godere pienamente.

22 Luglio (2018)

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USA | Paul Greengrass | 143 min. Se si ha il sangue freddo d'analizzare il film di Paul Greengrass senza lasciarsi condizionare dalle emozioni, la natura volutamente didascalica e il voler trovare costantemente risposte all'orrore che cerca di raccontare sminuiscono di molto l'impatto e la forza del messaggio. Ma 22 Luglio mette in scena un altro preoccupante tassello del puzzle d'odio che attraversa questo periodo storico, il risultato del liquame razzista, violento e pericoloso che si nutre tanto di lucidi mostri come il massacratore norvegese Breivik , protagonista della pellicola, che del vicino di casa pronto a dispensare morte mentre scrolla la timeline di Facebook . Se anche una produzione non propriamente riuscita può servire a generare discussione allora ben venga, perché chi popolerà il futuro si plasma anche dalle parole scambiate sul divano.

Miles e Kilo (2018)

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Inghilterra | Four Horses | Nintendo Switch Miles e Kilo è il classico giochino indie che ti tiene incollato allo schermo grazie alla chiarezza dei propri intenti: farti provare e riprovare lo stesso stage fino alla perfezione. Platform minimal dalla tendenza all'autorun (disattivabile nelle opzioni), delizioso nella veste grafica bitmap (un po' meno nelle insipide musichette d'accompagnamento), con controlli puntuali e dal level design gustoso e intelligente, il gioco di Michael Burns sprona e incoraggia alla pura arte dello speedrun, mentre riecheggiano echi del Wonder Boy arcade e il sincronismo dell'azione strizza l'occhio compiacente al Super Mario bidimensionale che tanta ispirazione ha elargito qui e lì. Pulito, veloce, onesto e tosto il giusto, perfetto per sezioni in mobilità alla ricerca della più alta valutazione. Consigliato.

The Belle Game - Ritual Tradition Habit (2012)

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Canada | Boompa Productions | 12 brani Delicato, ruffiano e splendidamente orecchiabile, Ritual Tradition Habit dei canadesi The Belle Game è quel dream-pop che non ti aspetti, quello che riesce a cogliere anche gli angoli più malinconici delle rilassanti sonorità di cui si nutre. Dodici tracce che lasciano piacevolmente stupiti, prive d'orpelli accessori e gradevoli come una bella scampagnata in primavera, ché con 'sto tempo di merda è proprio quel che ci vuole. Promossi senza remore.

City 40 (2016)

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Russia | Samira Goetschel | 77 min. Il documentario di Samira Goetschel è uno sguardo sulle vite di alcuni residenti della City 40 , città russa, chiusa e fantasma, costruita attorno ad una fabbrica adibita alla lavorazione del plutonio per scopi bellici. Pur se distratti dall'agiatezza economica, i cittadini sono prigionieri costretti al silenzio e condannati a morte quasi certa a causa della costante esposizione alle radiazioni. City 40 riesce solo in parte a restituire il clima d'ovattata costrizione che ne pervade l'intero svolgimento e si conclude sollevando più polvere di quanta riesce a spazzarne via. Un vero peccato, visto l'interessante argomento trattato.

Scatto di Domenica #17

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2015, thatgamecompany - PlayStation 4 Del capolavoro poetico di thatgamecompany ne ho scritto sul vecchio blog, ma oggi voglio focalizzarmi sulla potenza comunicativa dell'esperienza multiplayer. In Journey l'incontro con uno o più estranei sancisce la nascita di un rapporto di supporto reciproco che ha bisogno di pochi semplici suoni per funzionare, dove non è importante il chi ma il come . Ognuno verso una meta identica e protagonisti di un viaggio unico, intimo e volontariamente condiviso.

Your Name. (2016)

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Giappone | Makoto Shinkai | 107 min. Dopo avere invaso la mia bacheca di Facebook per settimane e aver letto opinioni e critiche entusiaste in giro per l'internet, è giunta l'ora di guardare l'ultimo successo di Makoto Shinkai , anche se con un leggero e voluto ritardo. La caratteristica che lascia di stucco di Your Name. è l'incredibile realizzazione tecnica/artistica, un orgasmo continuo di scenari naturalistici e urbani d'assoluto pregio, coadiuvati da una regia dinamica e da un character design classico ma che non lascia certo gridare al miracolo. Purtroppo l'ultimo pargolo del regista giapponese ha avuto sul sottoscritto lo stesso deludente effetto di quello trattato in precedenza sul blog ( Il giardino delle parole, omaggiato anche in Your Name .): un centrifugato di luoghi comuni, gag sullo scambio di corpo/sesso dei due protagonisti, amore adolescenziale oltre il tempo e lo spazio, finta poetica del cuore nipponico e musiche romantico-noc...

Electroplankton (2005)

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Giappone | indieszero | Nintendo DS Se c'è un gioco in grado di dimostrare l'enorme rottura con il passato che il Nintendo DS ha rappresentato questo è senza dubbio Electroplankton . Il "sintetizzatore acquatico" realizzato da indieszero è progettato attorno alle caratteristiche hardware della portatile Nintendo , ne esalta le novità e richiede al giocatore un pizzico di curiosità e un buon  paio di cuffie. Smanacciare con i plankton mediante lo schermo touch o sussurrare sconcerie verso il microfono sono attività che rapiscono per l'ipnosi sonora prodotta, rilassanti armonie semi casuali che fanno delle note il più piacevole dei passatempi. Inventiva e genio sono stipate all'interno del codice di Electroplankton , lontane anni luce dalle stressanti urgenze del videogioco classico e prossime alla pura catarsi sensoriale. Unico.

Barba RePlay #01: Downwell

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Giappone | Moppin | PlayStation 4 In questo post ho scritto della bellezza arcade di Downwell , sintonia solitaria in pixel del buon Ojiro Fumoto , e questa ennesima rubrica video serve solo a mostrare un po' di (scarsissimo) gameplay fatto durante l'oretta di bollore del brodo vegetale per il pupo. Non lasciatelo sfuggire 'sto giochino indie ché è 'na cosa sopraffina.

Speed Racer: The Videogame (2008)

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Singapore | Virtuos | Nintendo DS L'astinenza da F-Zero  mi costringe ad aggrapparmi a ogni videogioco che presenti corse su veicoli improbabili, preferibilmente ad ambientazione futuristica trash e religiosamente arcade nel gameplay. Tie-in della pellicola basata sul mastodontico media fanchise giapponese (che nella terra dei ciliegi in fiore ha il più ganzo Mach GoGoGo a marchiarne le produzioni), Speed Racer: The Videogame è inaspettatamente piacevole, focalizzato più sui combattimenti (QTE come se piovesse) e acrobazie che sullo sfrecciare supersonico NON MI FERMA NESSUNO!, graziato da un'ottima sensazione di velocità da gestire con controlli reattivi e precisi. Manca quella profondità meravigliosa che rende immortali i migliori e bisogna soprassedere su qualche semplificazione di troppo nell'esecuzione delle acrobazie, ma il lavoro dei Virtuos resta godibile per un numero sufficiente d'ore a non far rimpiangere l'acquisto. Buono.

Mr. DRILLER: Drill Spirits (2004)

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Giappone | NAMCO | Nintendo DS È dal 1999 che Mr. DRILLER offre dell'ottimo gameplay, tutto puzzle e riflessi, non facendo rimpiangere il padre Dig Dug , da cui ha preso l'incredibile immediatezza e la frizzante frenesia. L'episodio per Nintendo DS ripropone la formula classica ma permette, grazie alla maggiore visuale verticale data dai due schermi, di gestire con repentina strategia la caduta dei vari blocchi colorati, evitando nel contempo di venire schiacciati dai medesimi o di morire male per la carenza d'ossigeno, il cui approvvigionamento, tramite apposite bombolette sparse per gli stage, svela la natura più cervellotica del gioco NAMCO . Si scava sempre più in profondità, le combo con corposi ammassi di blocchi spingono verso le stelle il punteggio, la morte è dietro ogni mossa e le ore volano via leggere. Mr. DRILLER: Drill Spirits non è rivoluzionario ma asfalta molti concorrenti agguerriti. Delizioso.

Il figlio di Saul (2015)

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Ungheria | László Nemes | 107 min Saul è un sonderkommando , un prigioniero ebreo costretto a collaborare con le SS nelle operazioni di sterminio all'interno dei lager nazisti. Nei pochi mesi di vita che gli spettano spinge i deportati, dopo averli svestiti, verso la doccia di Zyklon B , ne depreda i cadaveri prima di darli in pasto ai forni crematori, per poi disperderne le ceneri nel fiume, "carico" dopo "carico", "pezzo" dopo "pezzo", uno delle migliaia di manovali della perfetta industria della morte messa in opera dalla Germania del Terzo Reich . L'esordio alla regia del giovane László Nemes è il racconto dell'ossessiva ricerca di redenzione di un uomo che vuole dare dignità alla morte in un luogo d'inumano disprezzo della vita, un'opera brutale che ti costringe ad accalcarti vicino al protagonista, a sentirne il respiro, ad osservare quegli occhi spenti e lucidi, imprigionato all'interno di un claus...

Scatto di Domenica #16

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Bound 2016, Plastic Studios (Polonia), Santa Monica Studio (USA) - PlayStation 4 Su Bound ho scritto un post un po' di tempo fa e questo scatto mi ha sempre ricordato le buone sensazioni che il gioco di Plastic Studios ha saputo regalarmi, nonostante i difetti più o meno evidenti.

Anaal Nathrakh - A New Kind of Horror (2018)

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Inghilterra | Metal Blade Records | 10 brani C'è stato un tempo in cui la brutale e insana musicalità del duo inglese mi faceva impazzire: black death metal rumoroso, veloce, nero e con delle aperture improvvise tutta melodia e frangetta al vento. C'era un tempo in cui attendevo trapitante un nuovo disco degli Anaal Nathrakh e oggi, che ho finito d'ascoltare A New Kind of Horror per la decima volta, posso affermare che quei giorni sono finiti. Ogni elemento del sound è lì dove deve essere ma il riciclo d'idee, la pigrizia della scrittura e la tombale sensazione di già sentito mi portano ad affermare che, al decimo album in studio, non mi è possibile accettarlo. Addio Anaal Nathrakh , spero di risentirvi maggiormente ispirati e meno furbetti.

Ontamarama (2007)

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Giappone | Noise Factory | Nintendo DS Uscito solo il Giappone e America, Ontamarama è un rhythm game di quelli amorevolmente giapponesi, dove il tempismo, il senso del ritmo e la velocità d'esecuzione fanno veramente la differenza tra un'appagante vittoria e un rovinoso fallimento. Il gameplay a base di touchscreen e croce direzionale, a cui si sommano le preziose alitate verso il microfono del Nintendo DS , richiede una notevole concentrazione sin dal principio, in barba allo stile puccettoso del gioco Noise Factory . La buona tracklist ciccino-pazza e la frenesia dell'azione fanno di Ontamarama un'impegnativa compagnia musicale nelle inevitabilmente prolungate sedute sul trono. Fintamente innocuo.

New International Track & Field (2008)

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Inghilterra | Sumo Digital | Nintendo DS Ho sempre adorato i multi-evento sportivi, soprattutto l'originale Track & Field , cabinato arcade su cui sangue e gloria coesistevano in perfetta armonia. New International Track & Field ( New International Hyper Sport DS in Giappone) vede i capaci Sumo Digital a tirare i fili, autori di un ammodernamento della storica formula votato all'accessibilità e non al completo stravolgimento. Un pacco di discipline e personaggi attendono solo d'essere sbloccati vincendo man man i vari eventi e se i più puri masochisti possono optare i cari pulsanti, agli altri è data la possibilità di sfregare lo schermo inferiore del DS senza pudore alcuno. Sfizioso, moderatamente sfiancante, pieno di citazioni e perfetto per catastrofi familiari, la produzione del team inglese non presente pecche né sbavature e assolve alla perfezione il proprio compito. Adesso voglio un ipotetico Track & Field MMO da giocare sull...

Anoushka Shankar - Land of Gold (2016)

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Inghilterra | Deutsche Grammophon | 11 brani Quando il buon Fabio R. Crespi  di runneapolis.blogspot.com  (blog amico che è sempre un piacere leggere e consigliare) mi consiglia qualcosa apostrofandola con un "bellissimo", difficilmente riesco a resistere e anche questa volta il mio cervello è esploso in mille frammenti di pura estasi. Figlia della divinità del sitar Ravi Shankar e sorella di Norah Jones , la mostruosamente talentuosa Anoushka Shankar è il fulgido esempio d'arte musicale come veicolo per l'altrove. Musica etnica dove il sitar è sì protagonista, ma di uno spettacolo corale che ripudia la mediocrità. Atmosfere lontane emozionano e inducono a profonda riflessione, con il corpo subissato da brividi che si credevano ormai sopiti, corpo che si ridesta grazie all'estro di arrangiamenti brillanti, freschi, che ti viene voglia d'escoriarti le mani per i troppi applausi. È veramente raro trovarsi al cospetto di cotanta bellezza ed è...

Thor: God of Thunder (2011)

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USA | WayFoward Technologies | Nintendo DS Thor: God of Thunder per Nintendo DS è certamente una produzione migliore della buffonata di film da cui è presa la licenza, poco ma sicuro. Sfoggiando una deliziosa grafica bidimensionale, il titolo di quei bravi ragazzi di WayFoward è plasmato nelle forme di un action old style incentrato prevalentemente sui combattimenti. La buona varietà di mosse (tra juggle e combo aeree c'è di che sfiziarsi), pur se private dell'iperbolica profondità dei migliori purosangue del genere, permette di picchiare le brutture esibendosi in pregevoli evoluzioni di morte, mentre un basilare elemento di potenziamento garantisce un minimo di scelta nella personalizzazione dell'esperienza di lotta. Peccato che la poca varietà nei marrani e un level design che definire essenziale è fargli un complimento minano il valore complessivo di un videogioco a cui, sulla carta, non avrei dato 'na lira unta (ché poi io l'abbia pagato tre ...

Meteos (2005)

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Giappone | Q Entertainment | Nintendo DS Sviluppato dalla software house messa in piedi dal quel fottuto geniaccio di Tetsuya Mizuguchi ( Sega Rally , Rez e Lumines solo per nominare qualche giochino su di cui ha lavorato) e ideato da Masahiro Sakurai ( Kirby e Super Smash Bros. ), Meteos è un puzzle d'azione su una console portatile Nintendo , un'accoppiata che in passato ha fatto tremare la terra. Delirante, colorato, musicale e originale, il gioco di Q Entertainment deve molto della sua attrattiva al ritmo forsennato (gestibile dal giocatore) del proprio gameplay, caciarone e soddisfacente anche sul medio periodo. Non raggiunge la pulizia logica dell'immortale Tetris né la ritmica dualità dell'amico di casa Lumines , ma tutto funziona alla perfezione per garantire sessioni piacevoli e impegnative. Bello.

Scatto di Domenica #15

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The Legend of Zelda: Breath of the Wild 2017, Nintendo EAD - Switch, Wii U Ci sarà sempre spazio per The Legend of Zelda: Breath of the Wild qui su Barbamicro , perché giochi così capitano una volta ogni dieci/venti anni e vanno vissuti, amati e condivisi fino allo spasimo. In una società di consumo frenetico e vorace, con prodotti impilati uno dietro l'altro verso la nuova sensazione a breve scadenza, il gioco Nintendo pretende una fedele convivenza, prolungata nel tempo, solida nelle basi ma pronta a solleticare la curiosità quando l'abitudine s'insinua nelle maglie del rapporto. E ora, alla cazzo di cane, uno scatto dell'impavido Link .

Devilish: Ball Bounder (2005)

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Giappone | Starfish | Nintendo DS Dopo aver attraversato i circuiti integrati del Sega Mega Drive ben tredici anni prima, nel 2005 la Starfish riesuma il cadavere putrescente di Devilish , spiattellandolo sul doppio schermo del Nintendo DS . Ho una passione insensata per il capitolo a 16 bit, devo ammetterlo, e né grafica orrenda o sonoro imbarazzante mi porteranno mai a criticare questo Arkanoid in salsa fantasy, visto che la peculiarità dell'impianto di gioco resiste allo scorrere degli anni con invidiabile naturalezza. Respingere la palla all'interno dei lunghi livelli, seminando morte e distruzione, abbattendo boss e raccogliendo potenziamenti durante il tragitto, ha un potere catartico che sgombra la mente dai pensieri e riempie le giornate di piacevole frizzantezza giapponese. Devilish: Ball Bounder è, a suo modo, un cult, forse più del beneamato fratello maggiore.

7 for 4 - Splash (2014)

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Germania | MGI Records | 10 brani Splash è un infuocato susseguirsi di brani jazz rock d'alta classe, suonati con grande tecnica ma sempre al servizio delle composizioni. Turbinanti inserti fusion, groove funk, indurimenti prossimi al metal, virtuosismi a manetta e melodia come se piovesse, alcune volte più frizzante e altre più sinuosa, attraente. Impossibile resistere al tiro dei 7 for 4 , tedesconi da tenere sempre a portata d'orecchio. Trascinante!

Daigasso! Band Brothers (2004)

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Giappone | Nintendo R&D 2 | Nintendo DS Nel 2005 i giochi musicali erano già ampiamente apprezzati e Daigasso! Band Brothers è il contributo di Nintendo al genere, stipato in una cartuccia per Nintendo DS . Navigando con un po' di pazienza (il titolo è uscito solo in Giappone e sarà il seguito a esordire in occidente) tra i colorati menu si scopre una corposa selezione di brani (dai temi tanto cari agli appassionati della casa nipponica alla musica classica, passando per i Deep Purple ) in cui cimentarsi, da soli o in compagnia, con tutti gli strumenti, spessissimo prossimi alla decina. Alzare il livello di difficoltà al massimo trasforma una sessione in un trionfo di MIDI e santi volanti, ma l'offerta sonora e il gameplay ritmico ben gestito divertono genuinamente, pur senza inventare nulla di nuovo. C'è pure un editor musicale abbastanza amichevole con cui sperperare ore inutilmente e la presenza, nella tracklist, di un bel medley a tema F-Zero so...

Bojack Horseman - Stagione 5 (2018)

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USA | Netflix | 12 episodi L'inesorabile declino umano (equino) e morale di BoJack non contempla interruzioni e la quinta stagione percorre con coerenza il sentiero tracciato dalle precedenti . Un attimo prima si sorride e poi, all'improvviso, arriva una bordata che fa salire l'amaro in bocca, qualche frecciatina qua e la, vite allo sbando e tanta solitudine. BoJack Horseman resta ancora oggi una delle serie migliori di Netflix , costantemente cinica ma ricca di sfumature.

Project Rub (2004)

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Giappone | Sonic Team | Nintendo DS Project Rub ( Kimi no Tame Nara Shineru in Giappone e Feel the Magic: XY/XX in America) è l'esempio perfetto per dimostrare l'assoluta superiorità dell'estro creativo nipponico: stile, delirio, ritmo e grasse risate. Sfruttando le peculiarità del Nintendo DS (touch screen, microfono) dovremo aiutare il nostro avatar a conquistare il cuore della bella di turno, il tutto attraverso una folle sequela di minigiochi in costante equilibrio sopra la follia. Tra tori da prendere a sganascioni, candele da spegnere soffiando fortissimo e persone da salvare dalle fauci di formiche giganti, il titolo di Sonic Team avvolge il giocatore in un calderone di musiche ruffiane, estetica minimal, trama assurda e gameplay casual da consumare in velocità, devastando lo schermo inferiore della rivoluzionaria console portatile di Nintendo . Originale, appagante, divertentissimo e accomodante con tutti, Project Rub è demente e irresistibile...

Advance Guardian Heroes (2004)

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Giappone | Treasure | Game Boy Advance Quando misi le mani su Advance Guardian Heroes , l'idea di poter gioire in mobilità del seguito di uno dei tanti capolavori sfornati da  Treasure mi fece sudare le mani d'immatura eccitazione sin alla prima accensione. Questo sequel mantiene buona parte dell'accessibile profondità del capostipite, con quel suo picchiare ritmico che tanto appagamento riesce a regalare, l'utilizzo esaltante della barriera protettiva, l'atletica mobilità aerea e terrestre dei numerosi personaggi giocabili e tutte le chicche con cui la talentuosa softco nipponica era solita farcire le proprie produzioni, ma gli evidenti, e in parte mortali, problemi di frame rate minano pesantemente il concetto di fluida carneficina di cui Guardian Heroes  ha insidacabile bisogno. Certo, la prelibatezza della portata genera indomabile appetito, peccato che la cadenza dei bocconi non sia pienamente soddisfacente. Al cuore non si comanda se la pure...