Red Dead Redemption 2: compromessi tra storia e libertà.

[OPINIONI, VIDEOGIOCHI]

Red Dead Redemption 2 (2018, Rockstar Studios)
Giocato su: PlayStation 4
Completato in: sessantacinque ore, tra fastidio e stupore.


Ho completato l'epilogo di Red Dead Redemption 2 il 3 Marzo del 2019, giocando al titolo Rockstar dal giorno del lancio, inframezzandolo a un Breath of the Wild, così, tanto per andare in overdose da open world titanici.

La seconda redenzione dei fratelli Houser è mastodontica per ambizioni, portata, brutalità tecnica, mole di contenuti e denaro speso per la realizzazione (con l'India che ringrazia per il sostanzioso contributo all'occupazione), così piena di roba, animazioni uniche, mille mila personaggi, con flora e fauna ad accompagnare, che dopo un'ora mi sentivo sazio manco fossi a una comunione in Molise (e le conosco le comunioni in Molise...)

Lo spavaldo sfoggio di maestria tecnico/artistica non riesce a nascondere quella che è la solita proposta di Rockstar: ambientazione enorme e piena di chicche demenziali da scovare, rigidità dei movimenti, pesantezza generale (o realismo, se siete di quella parrocchia), missioni non particolarmente varie, minigiochi più o meno gustosi, tonnellate di sistemi non sempre utili e tante, tantissime, chiacchiere.

Red Dead Redemption 2 è costantemente diviso tra libertà concessa nel cazzeggio e la forte esigenza di raccontare una storia con dei punti cardine inamovibili, sticazzi se ciò significa togliere il controllo e le possibilità di cui si è beneficiato sin a pochi istanti prima; se la storia lo esige, dovrai abbassarti dietro quel sasso lì e no, quello vicino non serve a un cazzo.

Questo dare e togliere mi ha fatto spesso innervosire, portando a galla altri dubbi che la magnificenza estetica riusciva a sopire solo in parte, perplessità inerenti a una formula di gioco che sarebbe l'ora di rinnovare, rendere più dinamica e frizzante. 

Ma c'è Arthur Morgan in RDR2, Arthur ed i suoi dubbi, il suo essere contraddittorio, sbagliato, così vivo che oh, mi ci sono affezionato come mai mi è successo con un personaggio digitale.

Quel diario, quegli sguardi, alcune frasi sussurrate e molte urlate me le porterò dentro, insieme alla rigogliosa ambientazione e ad una colonna sonora INCREDIBILE, azzeccatissima, che da sola contribuisce alla riuscita atmosfera di selvaggio e affascinante pericolo di cui la produzione è inzuppata.

Red Dead Redemption 2 è un videogioco d'autore con un budget da blockbuster, sovverchiante nell'offerta ludica oraria ma sospinto da un ritmo riflessivo, un titolo in cui l'integrazione tra le due anime che lo compongono non è assolutamente avvenuta ma che mi ha fatto vibrare grazie a bruschi ceffoni e delicati momenti d'intima, impacciata e vibrante umanità.


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