Ricompare il gatto Cagliostro ed è subito stregoneria, sette sataniche, alberi magici e incubi terrificanti, tenuti insieme da una piacevolezza testuale e visiva (Franco Saudelli esordisce nella collana in questo numero) confortante.
Max Landis | Netflix Faccio parte di quella schiera di persone che "sì, ok... Douglas Adams sarà pure bravo ma 'sticazzi". La serie TV di cui scrivo è tratta da un romanzo dello scrittore, che non ho letto, e l'impressione rimane la stessa: umorismo che spesso non fa ridere, un guazzabuglio di generi fantastici amalgamati bene, momenti grotteschi dietro ogni angolo e intrattenimento nella media, senza infamia e senza lode. La serie non è brutta ma non mi ha mai completamente soddisfatto; una zona grigia del godimento.
[fumetto #43] {Dylan Dog #23} -info- Soggetto: Tiziano Sclavi Sceneggiatura: Tiziano Sclavi Disegni: Carlo Ambrosini Copertina: Claudio Villa Nazione: Italia Editore: Sergio Bonelli Editore Uscita: Agosto 1988 Il numero di Agosto '88 è un malinconico omaggio al Dr. Moreau di H.G. Wells , riflessivo nei dialoghi ed esplosivo nei disegni di Carlo Ambrosini . L'isola misteriosa è popolata dalle contraddizioni di un'umanità libera da vincoli di razza, un sogno destinato a infrangersi, inevitabilmente. Ottimo. #DylanDog #SergioBonelliEditore #Fumetto #year1988
[film #134] -info- Titolo originale: In einem Jahr mit 13 Monden Regia: Rainer Werner Fassbinder Sceneggiatura: Rainer Werner Fassbinder Nazione: Germania Disponibile su MUBI Un macellaio, padre e marito, decide di cambiare sesso per amore. Un anno con tredici Lune è una di quelle opere d'arte che ti squarcia dentro, alla ricerca della zona più sensibile in cui piantare il pugnale della propria provocatoria poetica. Rainer Werner Fassbinder racconta il mal d'amore, il sentimento rifiutato, l'essere chi si suppone essere o del perché togliersi la vita, imprigionando su pellicola questo caleidoscopio d'emozioni con glaciale consapevolezza (il compagno si è suicidato prima delle riprese del film), filmando con occhio spietato, empatico e fortemente teatrale. Scene come quella del mattatoio, così lirica, estrema e destabilizzante, tolgono la terra da sotto i piedi, costringendo a guardare il mondo attraverso gli occhi di un autore che non t...
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