Il cartaio (2004)

[film #603 / Tutto Argento #16]

Titolo originale: Il cartaio
Regia: Dario Argento
Soggetto: Dario Argento, Franco Ferrini
Sceneggiatura: Dario Argento, Franco Ferrini
Fotografia: Benoît Debie
Musiche: Claudio Simonetti
Nazione: Italia
Durata: 97 minuti
Genere: thriller, giallo, poliziesco
Disponibile in streaming su: Apple TV (noleggio €3,99)

Trama:
A Roma, l'agente di polizia Anna Mari, sotto stress per le ricerche di una turista inglese scomparsa, rifiuta un mazzo di fiori regalato da Carlo, un collega che le fa la corte. Poco dopo, mentre lavora al computer, riceve un inquietante messaggio da un tale che si fa chiamare il "Cartaio": l'uomo dice di aver rapito la turista che stanno cercando e che ora vuole giocarne la sua vita a videopoker via internet con la polizia. 
(tratto da Wikipedia)

Opinione:
Una sequenza decente, un finale abbastanza frizzantino e degli ottimi effetti pratici di Sergio Stivaletti: "Il cartaio" ha solo questo di decente da offrire, perché per il resto rappresenta l'imbarazzante capitombolo creativo di un maestro del cinema italiano e nin, una pellicolina scialba, moscia e trasandata che non sfigurerebbe nel palinsesto pomeridiano di un qualsiasi canale Mediaset.
Vedere un Dario Argento così svogliato e svuotato d'idee fa male al cuore.


Curiosità:

• Dario ha spesso dichiarato che Asia Argento era l'unica in grado di trasmettere quella vulnerabilità mista a determinazione necessaria per affrontare il "Cartaio".

• La colonna sonora è firmata dal solo Claudio Simonetti,  e Il musicista optò per un sound estremamente elettronico e moderno, quasi techno in certi passaggi, per riflettere l'anima "digitale" del killer e le atmosfere dei primi anni 2000 legati alla diffusione di Internet.

• L'idea centrale del film — le partite a videopoker con in palio la vita umana — fu ispirata dal boom del gioco d'azzardo online di quel periodo. Argento rimase affascinato (e inquietato) da come la tecnologia potesse rendere il gioco un'ossessione solitaria e pericolosa. Per rendere credibili le schermate di gioco, furono creati software appositi che simulavano l'interfaccia delle chat e del poker dell'epoca.

• Mentre molti registi inquadrano la Roma imperiale o barocca, Argento per Il Cartaio scelse una Roma fredda, notturna e quasi asettica. Molte scene sono girate nel quartiere Prati e vicino al Palazzo di Giustizia (il "Palazzaccio"), cercando di dare alla città un aspetto da metropoli europea impersonale, lontano dai classici scorci turistici, per enfatizzare il senso di isolamento dei personaggi.

• Circolano diverse versioni sul finale del film. Pare che Argento avesse inizialmente pensato a una conclusione ancora più cupa o tecnicamente diversa per quanto riguarda la sfida finale. Tuttavia, per esigenze di produzione e per mantenere un ritmo serrato da thriller poliziesco, si optò per lo scontro diretto che vediamo nel montaggio definitivo, puntando tutto sulla tensione psicologica dei "clic" del mouse.


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