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Visualizzazione dei post da 2009

Fumo

Osservo il fumo che riempie la stanza, illuminata solo dalla debole luce di una finestra connessa al "Mondo Altro". Nel silenzio il ticchettio dei tasti è ritmico e deciso, anche se quel che cerca di decifrare sfugge alla logica. Ancora qui, ancora oggi, ancora niente. Ma il malessere non svanisce, nonostante si cerci di seppellirlo in mille cose stupide, superficiali, che non si sentono proprie. Si cercano amori dove non c'è spazio per la sincerità. Si cerca svago in parole che profumano di bettole o di puttane. Si cerca se stessi troppo lontano per trovarsi e sempre più vicino al perdersi. Immobili, statici, vecchi, troppo confusi. Nel ripetersi di situazioni, dialoghi, persone e luoghi si cela il vortice della non vita, dell'attesa senza soluzione, della corsa senza traguardo, dei giorni cannibali di giorni. Il fumo continua a danzare, lento ma deciso, sfuggevole e mutante. Ci sorprenderemo un giorno nello scoprirci morti ma distratti.

FORUM

Lascio ad altri questo palco che non sa più di Fogna, l'Obbiettività è morta alle 02.10 lasciando posto ad un ego giudice dell'altro ma non del proprio. La Boutique del Bagunzo profuma ormai dei Suoi giudizi. I liquami dell'Obbiettività, ultimi sprazzi di reale, l'abbandonano.

A.P.A.T.I.A.

Alcune volte godo nella mia apatia. La sento come una culla ovattata, dove ogni cosa perde d'intensità, arriva svuotata, grigia. Stando fermo riesco a fermare il "mio" mondo. Non ho bisogno d'altro che di poltrire nel vuoto della mente, tra forme sfocate e voci lontane. Non faccio caso ai giudici esistenziali che ballano in equilibrio sulla corda della contraddizione. Me ne sbatto le palle di chi parla di maschere indossandole perfettamente ed in maniera accurata ed accorta. Non ascolto i rigurgiti di forme di vita che sento estranee, diverse. Seduto con il mio grasso culo sulla polvere della vita, non avverto l'urgenza della fine, ma la osservo con occhi appannati. Annacquato. Palloso. Annebbiato. Tutelato. Insipido. Affogato.

Senza Nome

C'è confusione in me stasera, come una sorta di suono ovattato che ti trafigge le tempie e ti corruga gli occhi e la fronte. L'amaro sale ad ogni passo percorso..l'inerzia dirige ogni tuo passo, una sorta di vuota marionetta mossa da fili di stentata autocoscienza.....eppure prosegui.. ..persone che tu reputi vicine piantano vessilli di scherno su ogni metro del tuo andare,rivendicandolo.. invadono un tuo spazio.. forse nell'incapacità di osservare il loro..o solo nel pietoso tentativo di fuggirne. Si ripetono frasi fatte... si da sfogo a deformità vocali dovute da noie, sudori, psicosi malcurate e false ostentazioni del diverso... si scivola sotto la superficie, giù verso l'odio e l'insofferenza più profondi, lasciando alla vista una spessa coltre di banalità ed idiozia celata da piercing, risate, capelli, occhiali, cappucci, caffè e ruote cigolanti..... l'uno affianco all'altro,... ma ognuno con se stesso..... ognuno che guarda, ride, fuma, ur...

Cocci.

Ricominciare a raccogliere i cocci di se stesso è fottutamente difficile. Trovi brandelli sparsi in giro, in ogni luogo, addosso a chi hai amato oppure odiato. Sono lì, in bella mostra, ad urlarti che sei un coglione da rifare, da riassemblare per essere successivamente rismontato, svuotato, scarnificato. Sai che quel che hai dato non torna indietro, mai. Sai che resteranno lì a marcire, sotto un sole scuro come il piscio di un vecchio ubriacone. Aspetterai ancora poco tempo. Osserverai te stesso indurirti giorno dopo giorno ed arriverà il tempo in cui stenterai a riconoscere quell'immagine che vedi riflessa nello specchio di quel bar di periferia. Sono giorni strani per strani pensieri e strani ricordi.

Questo è dedicato a te.

A tutti i padri che si lamentano per l'ennesimo stupro sentito al TG e la sera metto il cazzo in mano ai propri pargoli. Per tutti quelli che odiano i ricchioni e la notte si fanno rompere il culo dal collega, quello con la bestia da 30 cm. A tutte le mogli fedeli e rispettose che si sgrillettano pensando a Costantino, unto del grasso di Costanzo. Per i fedeli di un dio a cui augurano la morte ogni giorno, travestito da cane o da porco. A tutti quelli che sono quel che sanno ma che non ricordano un cazzo di niente. Per tutti quelli che per primi giudicano e per ultimi crepano. Per quelli a cui la vita non toglie ma regala, anche senza chiedere e pure a doppio. Alle ragazze che sperano in un futuro migliore ma che hanno un presente nella figa, anche se solo per beneficenza. Per tutti i ragazzi che durante la settimana si fanno il culo ma che il sabato sera dal culo non cacciano niente, nemmeno alla centrale degli sbirri. A tutti quei paesini tranquilli ed accoglienti che non sono a...

Le mie palle girano. E girano. E girano...

Incomincio a credere che la rabbia sia l'unica cosa che ho mantenuto della mia infanzia. No, non pensate ad una gioventù piena di sofferenze o penetrazioni anali, la mia è stata una gioventù come tante, normale, semplice, tranquilla. Solo che sono nato con le palle girate, incazzato ed incazzoso, sempre e comunque. Ho degli attimi di gioia, di felicità, ma a questi s'alternano giornate in cui farei saltare in aria mezzo continente, gustandoni la scena mentre sorseggio il ventesimo caffè della fottuta giornata. Sono sprazzi di follia, di frustrazione, di distruzione, di annichilente nichilismo autodistruttivo-barbarico. E tu vecchio, non rompermi i coglioni, del tuo passato non me ne frega un cazzo. Il tuo alito ha l'odore dell'aldilà. Come il mio.

Oggi, ieri, domani.

E ti fermi un secondo a riflettere. Senti che in quel letto hai sputtanato anche il tuo ultimo barlume di dignità. Non c'è speranza in quel sudore, in quegli odori, in quelle labbra gelide che mordono la tua pelle acida. C'è solo disperazione ed un'ennesima sconfitta. C'è solo paura che sbrana paura. Quel senso di marciume che avverti è lì a ricordartelo: quel che fai è quel che sei. Prossimo giro, prossima corsa del cazzo. Oggi, ieri, domani.

L'Assenza

Bocche; flaccidi strappi di un umano impasto, fremono al ritmo di mille concetti, troppo occupate e salde nell'inoculare agli altrui sensi le proprie paure, troppo distanti dalle nere ombre delle proprie menti si avvolgono nell'ovattata "forma", filtro inumano dai propri orrori. Cosmi di profonde ed attonite fobie si parano d'innanzi, mostrandoti auree d'innaturale essere, vomitandoti addosso suoni difformi dai loro silenzi. Li vedi tremare:parlano,mordono, fumano, bevono..tentano smorfie di sereni sorrisi che sanno di odio e rabbia, larve del rifiuto nella caducità del loro essere. Seppur costanti nel vivere del loro ruolo di modellata melma, ti mostrano la forma che smaltano di loro...pur melma rimane. Il tempo, umano metro per gli umani fallimenti, li schiaccia sotto la greve macina dell'ineluttabile...lentamente...ora dopo ora la loro pelle diventa dimora più stretta di un malessere inlevigabile. L'eco delle loro voci taglia segando nervi ed ossa d...

Nella Terra di Mezzo.

Cazzo. Dopo una delle tante giornate lavorative che ti succhiano l'anima dal buco del culo, torno a casa, mi sparo una doccia fredda ed esco per sorseggiare un caffè di merda, circondato dalla popolazione giovanile che infesta il mio bel paesotto. Sono le 23 di un sabato come tanti altri. Il bar è ripieno di ragazzi sulla ventina, tutti pronti per una serata a base di house music, figa fresca e coca tagliata male. Mi accomodo fuori, pacco di sigarette alla mano e solitudine a condire il tutto. Lascio che il flusso caotico di tutto quel ciarpame giunga alle mie orecchie, curioso di perdermi nei cosidetti " cazzideglialtri ". Ascolto e fumo, sorseggiando pessimo caffè. Parlano di niente, ridono del nulla, aspettano qualcosa, forse. Sono semplicemente lì, in attesa, eccitati e deliranti. Vedo giungere un paio di famiglie a passo spedito. Madre, padre e un paio di minuscole creature. Si siedono al tavolo alla mia sinistra e ordinano un paio di gelati, una birra ed una Fanta. ...

Viverle per vivere.

Certe cose lasciano un sapore dolce in bocca, quel retrogusto malinconico che scorre dentro il tuo corpo e ti fa restare così, fermo e con un mezzo sorriso ad incoronare il volto. Quelle chiacchiere che negli anni si ripetono, così familiari e confortanti, che ti fanno sperare che, in fondo, qualcosa del nostro passaggio rimane, seppur piccolo o di piccola importanza. Volti che vedi mutarsi nel tempo ma che trattengono, con forza, i propri tratti distintivi, che resistono a tutti i cazzi della vita quotidiana. E potresti perderti in quelle voci, per ritrovare frammenti che forse hai smarrito per strada, che affogano nella monotona routine del vivere. E sai che dietro quelle risate leggere e semplici ci sono pezzi di te, del tuo passato, della tua vita, congelati in uno spazio che non ha regole, non ha restrizioni oppure obblighi. Certe cose lasciano un sapore dolce in bocca proprio per il loro essere facili ed immediate, come una battuta a fil di fiato o una grassa risata. Certe cose ...

"Perchè una volta, le donne, quando cacavano, puzzava di cacaato! "

Di nuovo qui, di fronte allo stesso schermo e tastiera che, sfortunati loro, ricominciano per l'ennesima volta a sorbire il tocco unto e olezzoso di peli di culo e la traumatica fiatella del mattino, derivante da due kebab la sera prima, di uno come me che non ha un cazzo da fare al momento se non grattarsi le palle e seguire con le dita il filo dello spacco del culo pensando allo "Ieri". "Ieri": - Avevo una panza che non finiva più.. - Fumavo, bevevo, invocavo il maligno.. - Vestivo alla belli capelli.. - Mi lavavo ogni idi di Marzo.. - Spaccavo le noci co la cella.. ...bei tempi....ero figlio del mio tempo... ..e quando cacavo puzzava di cacato.. mah... Pipp* ce pisce dentre a lu cafè.. Maaamm che culoono.. Ma nn me cacate lu cazz.. Suc lu cazz sceemo.. Ti la cocce com nu chiuve da dice.. e lu Rusce sfrije le patane che l'ucchie.. e Chiachille te lu strufenacce fatte de mmerd.. e Malef s'assumej a Action Man.. e Velloon te la cocce coma nu pruveloon.. ...

Semplicemente.

Scapperemo un giorno, per non tornare. Lontano da questa ricerca che ha il sapore acido della sconfitta. Fuggiremo un giorno, uno di quei giorni caldi, dove il sole può ancora scaldarci. Senza guardare indietro, senza ascoltare chi vuol tenerci vicino, senza aspettare. Avremo il tempo di scoprire se c'è solo menzogna dietro il velo, solo ingenua illusione. Un lungo viaggio che si perderà nel nulla. Finalmente. Semplicemente.

15 ani per 15 anni.

Lavoro in un luogo frequentato da ogni razza d'essere a due zampe (escludete gli animali con tale caratteristica). Si parte da famiglie medio borghesi per finire a lavoratori sottopagati d'origine "cinesafricana". Ognuno vaga con il proprio carrello, mezzo pieno o mezzo vuoto, chi oculato nelle compere e chi in preda alla modalità "alla cazzo di cane". Ci sono famiglie, coppie etero e omo, singles, sfigati, fottuti vecchi, zombie e le quindicenni. Ecco, le quindicenni... Qui il discorso è delicato e richiede un trattamento discreto ed imparziale per essere analizzato correttamente. Bene, a me le quindicenni stanno sulle palle. Ho cercato di sondare e comprendere il loro mondo ma, cazzo, veramente non riesco a capire come possa un cervello risultare così sottosviluppato. Le vedi arrivare come minimo in tre, possibilmente mano nella mano e vestite/truccate in maniera identica. Ridono per ogni minima cazzata, con un sorrisetto stridulo che ti vien voglia di cac...

" Lanetta Maledetta"

Porco di DDio. Il consapevole comprendere di quanto la vita ci abbia disposto come specie alla naturale caducità è giorno dopo giorno più palese.Per provare piacere ci lecchiamo, gli uni e gli altri sessi, da dove pisciamo, ci cachiamo addosso, lecchiamo culi di persone che non conosciamo solo per divertirci una sera sperando che questa non abbia defecato 5 minuti prima perchè abbiamo finito il listerine a casa, o che non soffra di alopecia o sudorazione eccessiva, giusto per non avere "sapore di mare" in bocca; addirittura anche ciò che indossiamo ci crea problemi, a furia di togliermi la lanetta dall'ombelico, che avrei potuto aprire una sartoria, mi so fatto un taglio che sa di maligno..." Lanetta Maledetta". P.s. dolce memole è un nickname del glande P.p.s. sodomi fadeeer..

Un criceto del cazzo.

Oggi mi sento un fottuto criceto, piazzato sulla sua rotellina da laboratorio, a correre come un coglione per chissà quale stronzata. Un continuo "avanzare veloce" che ti lascia tramortito, spento, con appena la forza sufficiente a farti una cacata, ma di quelle senza gusto, senza "passione". "Oggi-come-ieri-come-l'anno scorso", a perdifiato fino al grande tuffo nella tomba, trasformato in un pasto pronto per vermi e piante. Oggi mi sento come un fottuto criceto: impaurito, spaesato, inutile. Quanti gesti che, con il loro perpetuarsi, ti uccidono lentamente, cibandosi di quel poco di buono che tenti di conservare, quel fanciullo che prima o poi la vita ti stupra per via anale, senza vasella, a secco. Perdi l'innocenza, la coscienza, la speranza ma continui, "vivi" per vivere, per tirare avanti, asfaltando giorno dopo giorno i prati del cuore. Ti trovi a scopare un corpo, a pagare un vuoto, a sognare il niente, ma cali la testa e tiri drit...

Vite che non mi appartengono.

Spesso vivo vite che non mi appartengono. Mi calo in panni lerci solo per il gusto di precipitare, affogare nella merda quotidiana di volti ignoti. Respiro il loro alito che puzza di solitudine, vestendo panni acquistati in qualche rione di periferia. Odio le loro grasse mogli e amo le loro giovani puttane, specchiandomi nei visi delusi della loro piccola progenie. Seppellito da un peso di svariate vite mi lascio trasportare dal flusso annoiato dei giorni, aspettando che il sole tramonti in un mare nero come petrolio.

Il nero non ha sfumature

Solo fingendo la falsa consapevolezza dell'orrido si sfugge al suo orrore.Almeno ciò è quanto più si voglia credere e il fatto stesso che io scriva queste parole è prova lampante di ciò che è affermato. Perchè, a tuo parere, leggendo hai assunto aria di sufficienza? Non è altro che un vano schermo che la nostra natura cerca di erigere per scamparci alla disperazione della nostra mera essenza, una moneta che di volta in volta lanciamo in aria ad occhi chiusi, non guardando effettivamente, ma convincendoci che sia caduta in piedi. Tranquillo, tristezza e squallore sono parte integrante del tuo essere, proprio ora, mentre stai dubitando della mia sanità mentale, non capisci che non cerchi di far altro che screditare me e la tua reale natura, indossando maschere di sterco che brillano di una serena disumana inoculata beatitudine turbata. Il tuo veder luce non è altro che il godere di un tepore partorito da te stesso, ostinato nel tuo inconscio rifiuto dell'ombra che tuttavia palese...

Il ritorno del figliol prodi-coglione.

Sono rimasto solo. Questa fogna è caduta in disuso, senza più stronzi da smaltire. Le porte rimangono aperte ma per adesso dovrete sorbirvi solo i miei deliri. Mettetevi comodi che tra un pò di tempo si riparte. Saluti.