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Visualizzazione dei post da gennaio, 2022

Batsu & Teri (1987)

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[videogioco #36] 1987, Use Corporation - Famicom Finito su Android TV (RetroArch) <save state> Un guilty pleasure per i maniaci di Famicom,  Platformer e bruttezza.  Basato su uno shonen manga di Yasuichi Oshima (di cui ignoravo l'esistenza fino a oggi), Batsu & Teri è un action platform di quelli un po' grezzotti graficamente ma, per qualche malsano motivo, intimamente giocabili nella loro estrema, banale semplicità.  Due personaggi (di cui uno inutile), un level design amatoriale, quattro ambientazioni in croce, stage ripetuti senza vergogna con minime variazioni e una colonna sonora irritante sono l'improbabile biglietto da visita di un gioco superfluo che, sarà la reclusione forzata o la vecchiaia galoppante, mi sono ritrovato a completare senza troppo abusare di save state in una settantina di minuti, divertendomi in maniera quasi meccanica ma sentita.  Batsu & Teri è un gioco bruttino che piacerà alle persone bruttine. 

Baltron (1986)

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[videogioco #35] [ShootingFesta #30] 1986, Shouei System - Famicom Finito su Android TV (RetroArch) <1 CC, 1 loop> Ti DEFENDERò, ma solo un po', perché non so che cosa sono. Baltron sembra avere ciò che serve ad uno shooter su Famicom per divertire: un gameplay alla Defender ma ad avanzamento forzato, un'ottima risposta ai comandi, ostacoli ambientali, pulito graficamente e con una buona varietà di nemici. Peccato che il gioco di Shouei System sia una sola tremenda, assolutamente privo di un game design che tale possa definirsi: mi è capitato di distrarmi e lasciare la navetta avanzare e bene, per tre minuti buoni ho visto sfrecciare pigri nemici dalla scarsissima mira senza incontrare ostacolo alcuno. Morale della mesta favola: ho falciato l'unico boss presente alla prima partita e, una volta riavviato il loop , chiuso tutto e riso forte. Baltron può andar bene per mentirsi sulla lunghezza del proprio pene, ma come shooter serve a ben poco.

Gradius II: GOFER no Yabou (1988) [Arcade]

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[videogioco #34] [ShootingFesta #29] 1988, Konami - Arcade Finito su Android TV (RetroArch) <level 3, save state> >>  Speciale "La serie di Gradius, in ordine d'uscita (giapponese) " << E sei bello, da morire (male), Gradius li mortacci tua! Basta solo il primo livello per comprendere appieno la bellezza di Gradius II: GOFER no Yabou ( Vulcan Venture in Occidente): pianeti di fuoco, dragoni incandescenti, orde di nemici e la vecchia limpidezza del gameplay, arricchito da sorprendenti possibilità offensive (quattro setup e due differenti scudi). Basta comunque il primo stage per provare sulla propria pelle il diabolico sistema di rank del gioco Konami , dove migliore è la tua performance blastatoria maggiore è la malvagità vomitata dai nemici, in un tripudio di concentrazione, schivate all'ultimo frame e divinità assortite chiamate a raccolta per consolare il giocatore tramontito di mazzate. Ma al dolore ci si abitua quando tanta beltà estetico s...

After Life (2019)

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[serie #11] 2019-2022, Ricky Gervais Netflix (3 stagioni) Un gioiello, punto. After Life di Ricky Gervais ti confonde, spesso, affiancando sorrisi scorretti ad una poetica delicata, di buoni sentimenti ma non melensa. Si affronta la perdita e la difficoltà della ripartenza, la rabbia e l'impotenza, l'abisso di un posto vuoto che mai potrà essere riempito, perché chi lo rendeva speciale non c'è più.  Eppure il messaggio è di speranza, un inno alla vita che viene a cercarti sempre e comunque, che ti strattona lontano dalle tenebre a suon di schiaffi, che ti urla che lì fuori c'è spazio per te, sempre che tu lo voglia. Guardate questa serie, ché fa bene al cuore.

La casa di carta - 5 stagioni (2017)

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[serie #10] 2017-2021, Atresmedia/Vancouver Media/Netflix Un amore così grande, un amore così così! Ricordo in maniera vivida l'istante stesso della mia infanzia in cui tutta la famiglia cadde nel gorgo sdolcinato di Quando si ama . Mio padre, poco avvezzo alle dinamiche delle soap opera, rientrava da lavoro per pranzare e si premuniva di chiedere notizie su Tizio e Caio , su chi avesse limonato chi o cosa e per quanto tempo, mentre il pasto si consumava in religioso silenzio, gli occhi fissi sul tubo catodico.  Non ho memoria di quando ne uscimmo, ma fu come tornare a respirare aria che sa di realtà, nuovamente in contatto con il mondo dei vivi, lontano da capelli cotonati, spalline atomiche e petti villosi. Da quel momento mi ripromisi di non cedere nuovamente alla tentazione, evitando scrupolosamente di lanciare la benché minima occhiata a quelle creazioni di Satana. La casa di carta è 'na specie di soap opera in salsa action, cafona, esagerata e inclusiva, che ti tiene lì s...

Joker (2019)

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[film #19] 2019, Todd Phillips (Warner Bros) Il figlio instabile di una società inumana. Ho litigato violentemente con i cinecomics più o meno dalla prima pellicola degli Avengers , provando un fastidio urticante anche al solo parlarne.  Bene, Joker di Todd Phillips ha smorzato il mio livore, portandomi ad immaginare un'evoluzione del genere supereroistico che sappia rinunciare al vuoto tripudio d'effetti speciali, e personaggi macchietta, per raccontare storie realistiche, divisive, ricche d'identità, che valga la pena guardare.  Joaquin Phoenix danza avvolto dalla disperazione in un palco affacciato sull'inferno della follia, involontario messaggero di rivolta, terrore e morte, sghignazzante psicopatico dall'animo frantumato, così credibile, convincente e concreto da meritare applausi sinceri.  Menzione d'onore alla colonna sonora della compositrice islandese Hildur Guðnadóttir , protagonista indiscussa, ed altrettanto meritevole, al fianco del Joker più ...

L'invincibile Zambot 3 (1977)

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[serie #10] [Muteki Choujin Zanbot 3] 1977, Yoshiyuki Tomino (Sunrise) 23 episodi Sacrificio familiare per bene collettivo. Fa sorridere pensare che L'invincibile Zambot 3 sia stata ideata come una serie super robotica indirizzata ad un pubblico molto giovane, un'acerba platea che sua crudeltà Tomino avrebbe educato a suon di traumi continui ed inattesi. Gli evidenti limiti di budget e l'esiguo numero d'episodi non inficiano assolutamente la carica innovatrice e seminale che questa produzione Sunrise porta in seno, un insieme coeso, lucido e potentissimo di tematiche adulte, comicità, dramma ed esigenze commerciali. Parte lento, ma quando inizia ad andarci giù pesante si respira tutta l'aria del classico immortale. Da piccolo adoravo Zambot 3, ma credo d'aver visto solo una manciata di puntate, trasmesse a ripetizione (e alla cazzo di cane) da una qualche emittente locale, ma assaporarla oggi, in tutta la sua interezza, non può che portarmi a consigliarla di...

Mobile Suit Victory Gundam (1991)

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[serie #9] 1991, Yoshiyuki Tomino (Sunrise) Firma d'autore depresso. Ne ho sentite di belle su questa serie, nella maggior parte dei casi con opinioni molto negative, e tante le comprendo, sia ben chiaro, ma nonostante tutto Mobile Suit Victory Gundam risplende comunque grazie al tocco autoriale di Yoshiyuki Tomino , un artista depresso al momento della produzione, stritolato dalla sua stessa creatura e costretto a doversene occupare.  Che Victory Gundam sia un figlio poco gradito è spesso evidente, ma dietro un mecha design orribile, al ciclico ripetersi di tematiche, all'utilizzo di una narrazione ridondante e tendente a voli pindarici goffi, pulsa tutta l'unicità del maestro Yoshiyuki , un'intensità creativa scorretta e carnale che riesce a scavare dentro, lentamente, con costanza, lasciando sedimentare un'empatia a crescita esponenziale.  Tra infinite battaglie e schizofrenici ribaltamenti di fronte e prospettiva, la poetica malinconica e disincantata di Tomin...

Star Wars: The Clone Wars (2008)

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[film #18] [#TuttoStarWars] 2008, Dave Filoni (Lucasfilm Animation) Battaglie, battute e tante spadate laser alla ricerca del figlio di Jabba the Hutt . In 98 minuti di questo lungometraggio animato è compresso tutto quello che un fan sfegatato di Star Wars vuole: battaglie in cielo ed in terra, Jedi che fanno cose da Jedi , un nuovo affascinante Sith , battutine, nemici buffi, situazioni all'apparenza irrisolvibili e una narrativa lineare, sottile come carta velina. Star Wars: The Clone Wars regge tecnicamente bene gli anni sul groppone e, grazie al tono leggero e scanzonato, potrà piacere pure ai più piccoli, future leve da indottrinare al culto pop di Star Wars ; io con mio figlio sto fallendo, ma questa è un'altra storia... Sfizioso.

Star Wars Vintage: Clone Wars (2003)

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[serie #8] [#TuttoStarWars] 2003, Genndy Tartakovsky (Cartoon Network Studios) Star Network, Cartoon Wars. Lo stile grafico di Cartoon Network mi ha sempre fatto defecare, così minimale e basilare (capisco i costi e le grane risparmiate nell'animazione), così privo di vero appeal, di bellezza. Tartakovsky da lì viene e lì porta Star Wars e, pur con tutti i difetti elencati sopra, ne tira fuori una serie d'azione bella dinamica, asciutta e piacevole da seguire, vista la provvidenziale brevità (venti episodi per poco più di un'ora). Non fondamentale ma gradevole.

Star Wars: L'attacco dei cloni - Episodio II (2002)

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[film #17] [#TuttoStarWars] 2002, George Lucas (Lucasfilm) Episodio II parte singhiozzante, leggermente soporifero e troppo indulgente su momenti di dubbia utilità (la tresca romaticomica tra Anakin e Padmé ) ma, appena timbrato il cartellino nella fabbrica dei droidi, schiaccia l'acceleratore e si lascia guardare di gusto, tra esplosioni, battaglie campali, jedi armati di spade laser come se piovesse e Christopher Lee . Mi diverto sempre a riguardarlo, ma ho rischiato l'espulsione dalla famiglia per aver costretto alla visione compagna e figlio.

Star Wars: La minaccia fantasma - Episodio I (1999)

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[film #16] [#TuttoStarWars] 1999, George Lucas (Lucasfilm) Rivisto la quarta volta (in una ventina d'anni), Episodio I non è poi così orrendo come lo ricordavo: ha un buon ritmo, è cazzaro e fumettoso, tecnicamente regge bene (la corsa degli sgusci/podracer è ancora molto bella) e le relazioni tra i personaggi, per quanto all'acqua di rose, appaiono credibili, concludendosi con trenta minuti di battaglie su più fronti che accalappiano, pur se decise da botte di culo provvidenziali e telefonatissime  ("eh, ma la Forza è forte nelle persone forti, eh!). Ma giammai si potrà perdonare George Lucas per la creazione/ideazione/approvazione del personaggio più fastidioso che la fantasia umana ricordi, un ammasso di poligoni petulante dal volto uterino che ha infastidito pure mio figlio quattrenne, turbandone i sogni per i giorni a venire. "La minaccia fantasma" non annoia ma non prende mai pienamente quota.

Squid Game (2021)

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[serie #7] 2021, Hwang Dong-hyuk (Netflix) 1 stagione Giochi da bambini, giochi di morte (e debiti). Quando una serie/film/gioco/cosa diventa trendy , la parte più intelletualoide di me m'impone di mantenerne le distanze con l'aria sprezzante di chi conosce "come va il mondo, signora mia..." Squid Game è l'ultimo fenomeno (inaspettato?) made in Netflix ed è, mi duole ammetterlo, una serie che merita il tempo che richiede. Spietata, toccante, fatta bene, non tanto originale ma bella, molto.

I giocattoli della nostra infanzia (2017)

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[serie #6] 2017, Brian Volk-Weiss (The Nacelle Company/Netflix) 3 stagioni Storie di giocattoli, storie di successo . Una docuserie frizzante, divertente e divertita, sulla nascita, e successiva invasione, dei giocattoli più famosi della cultura pop recente. Lo stile ritmato, leggero e spiritoso rende estremamente piacevole la visione, ideale per lasciarsi andare ad un pizzico di nostalgia.

Mobile Suit Gundam F91 (1991)

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[film #15] 1991, Yoshiyuki Tomino (Sunrise) Una travagliata ripartenza, mai conclusa per manifesta indifferenza.  Tralasciando quello che Mobile Suit Gundam F91 doveva essere nei progetti iniziali, ovvero la produzione del reboot gundamico affidata alle cure del trio delle meraviglie ( Tomino alla regia, Yasuhiko al character design e Okawara al mecha design ), con nuovi personaggi, nuovi bellissimi mecha e una diversa famiglia spaziale contrapposta alla decadente Federazione Terrestre , quello che si è realmente concretizzato è un film di due ore che tenta di condensare una sceneggiatura ben più corpulenta tagliando, strizzando e maciullando caratterizzazione, approfondimento, motivazioni e world building . La tecnica e l'arte messa in campo fanno letteralmente detonare il cranio per la troppa bellezza, ma la calca di personaggi che si affollano sullo schermo, scomparendo di colpo o morendo male, non vengono indirizzati da una sceneggiatura degna ti tale nome, elargendo diso...

Mobile Suit Gundam Hathaway (2021)

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[film #14] 2021, Shuko Murase (Sunrise) Ideali, terrorismo, parole ed un boccone di mecha.  Convince il primo appuntamento con Mobile Suit Gundam Hathaway , grazie ad un terzetto di protagonisti ben delineati, all'intreccio profondamente politico, ad una regia d'alto livello (il combattimento in città, vissuto dalla prospettiva dei civili, vale da solo la visione del film) e ad una realizzazione tecnica impeccabile.  Adesso bisogna vedere come si svilupperà la storia nei due futuri lungometraggi, ma se il buongiorno si vede dal mattino... Bello.

Mobile Suit Gundam Narrative (2018)

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[film #13] 2018, Toshikazu Yoshizawa (Sunrise) Escalation robotico-trascendentale dal fiato corto e al limite dell'inutile. Mobile Suit Gundam Narrative (o NT ) mi ha rattristato, quasi infastidito; colpa di un intreccio narrativo frettoloso e approssimativo, con il consistente gruppetto di personaggi presentati alla cazzo e sviluppati ancora peggio, sfruttando idee vecchie di quasi quarant'anni ('ste colonie ballerine so' un problema, signo'!) e citazionismo facile per vecchie volpi affamate di robottoni (non più Real , eh!) Forse un diverso format (una serie di OAV ?) avrebbe permesso un migliore sviluppo dell'unico messaggio sociale del film (lo sfruttamento di tutti da parte di tutti), ma di Mobile Suit Gundam Narrative salvo solo l'esageratissimo combattimento conclusivo, un tripudio di "Mega Laser di Dio" e "Scudi Spirituali Interdimensionali" che non conosce vergogna alcuna e cita, forse involontariamente, pure quella perla di Sp...

Mobile Suit Gundam Twilight AXIS - Red Trace (2017)

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[corto #2] 2017, Sejoon Kim (Sunrise) Un lungo spot per vendere bellissimi Gunpla . Il corto, montaggio della serie di sei brevissimi episodi tratta da una visual novel ambientata pochi mesi dopo la fine di Unicorn (uff...), è così bello da vedere quanto inconcludente, pretenzioso e vittima di strabordante compiacimento masturbatorio.  Può guardarlo con gli occhi del cuore solo chi ha la droga "brutta-brutta" in vena (ehm...)

Mobile Suit Gundam Unicorn (2010)

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[serie #5] 2010, Kazuhiro Furuhashi (Sunrise) Le ombre dei genitori sul futuro dei figli, con contorno di mecha. Guardando questa serie OAV s'avverte costantemente la mancanza del maestro Tomino , della sua poetica drammatica, di quel crudo esistenzialismo che tanto ha donato agli amanti dell'animazione di qualità (lasciate perdere ZZ Gundam che spernacchia lì in fondo). Mobile Suit Gundam Unicorn non è mai spietato, rassicura lo spettatore con abbondanti dosi di buoni sentimenti e utilizza i propri attori senza cambi di registro repentini ( Full Frontal resta 'na chiavica indegna e Marida Cruz ha gambe poco allenate per reggere l'intero peso emotivo della serie), ponendosi nei confronti del fan accanito con una massiccia dose di fanservice mecha-porno da far perdere almeno una decina di diottrie per la troppa eccitazione. Quindi, una boiata per i soli esaltati di Gundam ?  Assolutamente no, perché oltre all'eccezionale levatura tecnica, artistica, musicale e...

Oats Studios - Volume 1 (2020)

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[serie #4] 2020, Neill Blomkamp Il regista di District 9 presenta i lavori del suo studio indipendente, Oats Studios . Ucronie, futuri distopici, alieni, giganti e molta violenza; una raccolta di bozze filmiche, tra concept ed episodio pilota, che pur latitando in originalità mostrano uno stile dissacrante e convincente, certamente meritevole di una visione. Speriamo di veder concretizzato uno sviluppo futuro per qualche bella idea contenuta all'interno di questa frizzante antologia (i due episodi Adam potrebbero crescere bene).

Baki Hanma: Son of Ogre - Stagione 1 (2021)

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[serie #3] 2021, TMS Entertainment Baki si prepara, in carcere, per lo scontro con il padre. Testosterone come se piovesse, botte oltre ogni pudore, chiacchiere a non finire per spiegare l'inspiegabile, libertà anatomiche/atomiche da capogiro: Baki è tornato, ancora  più tamarro, esagerato e follemente nipponico, solo che questa stagione è un pelino meno scoppiettante.  Pancia in dentro, petto in fuori e schiena dritta.

The Bittersweet (2017)

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[film #12] 2017, D. Ho Corrieri problematici e dove trovarli. The Bittersweet cerca in tutti i modi la gabola narrativa, ma il trucchetto non regge più di venti minuti e quel che resta è una confusa storia d'amore per adolescenti spenti, ideale per la messa in onda su Italia 1 in un triste lunedì pomeriggio d'estate. Morale: non fidatevi minimamente dei consigliati (?!?) da Netflix .

La notte su di noi (2018)

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[film #11] 2018, Timo Tjahjanto Aver risparmiato una ragazzina scatena una carneficina tra criminali. La trama risibile e dei dialoghi quasi monosillabici nulla possono per arrestare l'uragano di ritmo, smembramenti, fiotti di sangue, arti marziali cruente e azione serrata della pellicola di Timo Tjahjanto , per due ore di brutale mattanza coreografata, girata e montata divinamente. Esaltazione ferina.

Borgman (2013)

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[film #10] 2013, Alex van Warmerdam Un uomo che vive sottoterra viene braccato e trova rifugio in una casa di un famiglia borghese. Una versione più maligna di Teorema di Pasolini , glaciale e distaccata tanto da mettere in soggezione. Finale enigmatico, spietato.

Finisterrae (2010)

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[film #9] 2010, Sergio Caballero Due fantasmi (e un cavallo mutaforma) intraprendono un viaggio per diventare esseri viventi. Il road movie , non sense e surreale, di Sergio Caballero richiede allo spettatore di sospendere l'incredulità con molta convinzione, ripagandolo con una poetica sghemba e una gran bella fotografia.  Tra presa in giro e allegoria.

Kengan Ashura - Stagione 1 (2019)

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[serie tv #2] 2019, Larx Entertainment Dei lottatori improponibili si massacrano per conto di ricche società. Spessissimo si prova un leggero imbarazzo durante la visione di Kengan Ashura , colpa di un machismo esasperato, delle tonnellate di carne consumata, degli ettolitri di sangue sparsi ai quattro venti e di dialoghi demenziali carichi di un'epica demodè, ma quando si giunge alle mazzate... LE MAZZATE SONO TROPPO ESALTANTI, PORCO IL CAZZO! Cervello spento e basso ventre in attesa.

Ghost in the Shell (1995)

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[film #8] 1995, Mamoru Oshii (Pruduction I.G) Umanità, cibernetica, coscienza collettiva, ricerca d'identità, visioni di un futuro possibile.  Nulla in Ghost in the Shell è superfluo, nemmeno un singolo fotogramma, e il tripudio di sontuosa animazione e religioso lirismo musicale cullano riflessioni filosofiche proprie dell'essere (in)umano. Un capolavoro animato (da dio) che ha influenzato, e continuerà a farlo, opere ben più blasonate e idolatrate.

Valhalla Rising - Regno di sangue (2009)

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[film #7] 2009,  Nicolas Winding Refn Un silenzioso e lento incedere verso la terra di Dio. Refn racconta un onirico viaggio di morte, tra improvvisi sprazzi di violenza, istantanee di natura incontaminata e l'inesorabile discesa verso gli inferi di anime dannate. Leggermente pretenzioso ma ricco di suggestioni e dalla grandiosa atmosfera.

Akira (1988)

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[film #6] 1988, Katsuhiro Ōtomo (Akira Committee Company) Visionario, catastrofico, catartico. Nonostante lo scorrere del tempo, Akira resta una delle opere fantascientifiche/fantastiche più adrenaliniche, serrate e spettacolari mai concepite da mente umana. Un capolavoro immortale.

A Serbian Film (2010)

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[film #5] 2010, Srdjan Spasojevic (Contra Film) Un torture porn ad alta concentrazione di disagio, che cerca una profondità allegorica importante ma sguazza nell'ostentazione del perverso. La prima visione, avvenuta svariati anni fa, mi lasciò turbato e infastidito, stordito da un paio di momenti difficilmente sopportabili. Al secondo giro ero "già pronto" e, lasciando da parte le efferatezze più crudeli, mi porto dietro solo la sequenza finale, unico momento in cui A Serbian Film mostra una lucida e spietata critica sociale, senza dover ricorrere ai calci nelle palle per far male.

Nemesis (1990) [Game Boy]

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[videogioco #33] [ShootingFesta #28] 1990, Konami - Game Boy Finito su Android TV (RetroArch) <no miss> >>  Speciale "La serie di Gradius, in ordine d'uscita (giapponese) " << Conosco le leggi del Game Boy, e te ne farò dono. Nemesis è la dimostrazione concreta di come  enormi limitazioni tecniche costringano gli sviluppatori a spremere ogni singola risorsa, funamboli informatici in grado di plasmare mondi, esperienze e divertimento con quattro pietre e talento infinito. L'esordio portatile della saga Konami è questo, un opera in pixel pregna dell'eccellenza di chi l'ha cesellata, che nonostante la facilità (solo l'ultimo stage ha un sussulto) defeca in testa a una corposa percentuale di STG indie più o meno attuali (tutti strizzatine d'occhio, richiami nostalgici e zero sostanza), uno shooter completo, pulito, impeccabile.  Nemesis per Game Boy andrebbe studiato nelle scuole, ecco.

Gradius II (1988) [Famicom]

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[videogioco #32] [ShootingFesta #27] 1988, Konami - Famicom Finito su Android TV (RetroArch) <save state> >>  Speciale "La serie di Gradius, in ordine d'uscita (giapponese) " << Questo è un miracolo, un fottuto miracolo! Gradius II , su Famicom , lascia letteralmente sbalorditi: tutti i limiti del port precedente vengono superati con disinvoltura, portando a schermo tutta la carovana tecnico-giocosa made in Konami , rimescolata e riarrangiata per l'occasione, senza privazioni eccessive (quattro configurazioni per la Vic Viper , quattro option , boss rush , fuga finale, etc...), magnificenza grafica dovuta al dopaggio della cartuccia Famicom tramite chip VRC4 , forzuto sostegno tecnologico alle restrizioni proprie della famosa console.  Lungo il giusto ed altrettanto impegnativo, Gradius II è un ottovolante cadenzato con attenzione certosina, raramente stronzo (le due barriere organiche sul finale sono figlie del demonio) e degno d'esistere anch...

Salamander 2 (1996)

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[videogioco #31] [ShootingFesta #26] 1996, Konami - Arcade Finito su PSP (Salamander Portable - 2007) <1CC, easy> >>  Speciale "La serie di Gradius, in ordine d'uscita (giapponese) " << La salamandra non è un serpente, ma uno sparatutto furente, molto spesso esaltante! Sì, lo so, giocare ad uno shooter serio su PSP è un pò 'na bestemmia, ma questa collection dedicata alla serie di Salamander è così preziosa e fatta bene che, nonostante la mancanza di arcade stick , si gode di brutto anche solo con il D-pad . Ma torniamo al fulcro del discorso: Salamander 2 è una bordata pazzesca, uscito a dieci anni dal primo capitolo e realizzata con estrema perizia dalla Konami , attenta a mantenere il ritmo sempre teso ma controllabile (almeno a difficoltà da essere umano), sparatorie indiscriminate rese gratificanti dall'aggiunta di nuovi interessanti power-up che rimescolano leggermente le carte in tavola (sempre di Salamander parliamo, eh!) La caratte...

Gradius (1986) [MSX]

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[videogioco #30] [ShootingFesta #25] 1986, Konami - MSX Finito su PC (fMSX) <continue, cheat, bestemmie> >>  Speciale "La serie di Gradius, in ordine d'uscita (giapponese) " << Le aggiunte che giustificano il sacrificio. Uscito a pochi giorni dall'esplosivo Salamander arcade , Gradius per MSX porta su home computer l'azione del capostipite, aggiungendo un livello bonus (un bastardissimo cimitero d'ossa che mamma i santi, guarda), doppio livello di potenziamento per missili e laser, una caterva di cheat code (utili come acqua nel deserto) e un succoso extra per i possessori di una cartuccia di TwinBee , che potranno utilizzare la paffuta astronave guantata lasciando inserito nel secondo slot il suddetto gioco. Anche in questo port , cosi come accaduto su Famicom , vedremo ridotti gli option reclutabili a sole due unita ma, a differenza della controparte Nintendo, la difficoltà di gioco non è stata minimamente ritoccata verso il basso, an...

La serie di Gradius, in ordine d'uscita

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Se di Gradius t'innamori sarà difficile conquistarlo, ma quanta dolorosa bellezza può regalarti anche solamente scalfendo la superficie.  Siccome sto recuperando (lentamente) più o meno tutti i titoli del franchise , pubblico una lista delle uscite esclusivamente giapponesi presa dalla guida ufficiale  Gradius Portable Official Guidebook: Legend of I・II・III・IV・Gaiden (con delle aggiunte che ho ritenuto fondamentali), utile per indirizzarmi verso il prossimo campo di battaglia solitario. Ovviamente, saranno linkati i post di riferimento dedicati ai giochi che, man mano, completerò/cercherò di completare.  Nota 1 : Ho volontariamente omesso i numerosissimi spin-off ( Parodius , Thunder Cross , etc...), in futuro si vedrà...  Nota 2 : Non è detto che, con il proseguire dell'impresa, non decida d'inserire anche le versioni occidentali, nonostante quest'idea mi faccia tremolare la molla delle mutande al solo pensarci (sono TANTISSIME...)  Spero possa ess...

Akumajō Special: Boku Dracula-kun (1990)

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[videogioco #29] 1990, Konami - Famicom Finito su Android TV (RetroArch) <save state> Pazze risate, per zombi, mostri e vampiri.  Spin-off demenziale del ben più noto Castlevania ( Akumajō Dracula in Giappone), Akumajō Special: Boku Dracula-kun ci mette alla guida di un ciccipuffoso Dracula all'interno di un platformer vario, divertente e alla portata di tutti. Il ritmo di gioco ragionato, basato sull'utilizzo delle diverse abilità che andremo via via sbloccando, viene esaltato da un ottimo level design che, pur non concededo molto all'esplorazione, mantiene l'azione sempre a fuoco e non uccide il ritmo. Molto bello da vedere e d'ascoltare, il platform di Konami vale il tempo che dura e tiene ben lontana la frustrazione tipica di molti giochi presenti nel catalogo Famicom . Consigliato.

Gradius (1986) [Famicom]

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[videogioco #28] [ShootingFesta #24] 1986, Konami - Famicom Finito su Switch <1 loop, Konami code> >> Speciale "La serie di Gradius, in ordine d'uscita (giapponese) " << Vorrei, ma non posso, assomigliare a te, ma io ti riconosco, sei sempre Gradius, per me. Convertire quella meraviglia arcade uscita l'anno prima per Famicom non deve essere stato facile per Konami , ma pur con tutti gli ovvi tagli e le dovute modifiche apportate (due option, stage dei Moai senza scrolling verticale, una notevole riduzione della difficoltà), anche sulla console a 8 bit di Nintendo , Gradius regna e spadroneggia. Lo fa mantenendo intatto il cuore pulsante dell'esperienza "gradiuosa", emanando le stesse vibrazioni, lo stesso umore, lo stesso maledettissimo coinvolgimento ansiogeno da stretta anale repentina. Gradius è bello pure su Famicom , e l'ho finito per la centesima (millesima?) volta, spaparanzato sul divano, con la Switch in mano ed il f...

Summer Carnival '92: RECCA (1992)

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[videogioco #27] [ShootingFesta #23] 1992, Naxat Soft/KID - Famicom Finito su 3DS Le radici psichedeliche dei bullet hell. Si attribuisce a Batsugun della Toaplan , uscito nelle sale giochi giapponesi nel 1993, la paternità del genere bullet hell ( danmaku nella nazione dei game center di cui sopra), ma credo, e non sono il solo, che tale titolo spetti di diritto a Summer Carnival '92: RECCA , cinetico shooter verticale di Naxat/KID pubblicato su Famicom nel 1992. Il game designer/programmatore dietro il progetto è un certo Shinobu Yagawa , uomo che avrà successivamente le mani in pasta, tra programmazione e direzione, in Battle Garegga , Armed Police Batraider , Ibara , DoDonPachi Saidaioujou e tanti altri titoli che nel genere hanno lasciato certamente un segno indelebile. La carica innovatrice di RECCA è palese sin dal primo avvio: velocità folle, una quantità di nemici e proiettili smodata, power-up a vari livelli e option dai diversi funzionamenti, musica techno tranc...

Supercharged Robot Vulkaiser (2007)

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[videogioco #26] [ShootingFesta #22] 2007, Astro Port - Windows Finito in versione Steam (2015) Eccoli, eccoli i cazzutissimi Super Robot, ROBOT!!! Ho già espresso l'amore per lo sviluppatore indie Astro Port scrivendo di Armed 7 DX , ed oggi rinnovo la mia sempiterna ammirazione per il solingo giapponese dopo essermi fomentato a manetta (ve' che giovane ganzo che so', eh!) con Supercharged Robot Vulkaiser , shooter 2D orizzontale ciecamente dedito al Sacro Culto Della Suprema Super Robotica Settantiana Nipponica , apice massimo del disegno animato, almeno per il sottoscritto. Tutto in Supercharged Robot Vulkaiser trasuda passione, attenzione, riverenza e conoscenza, con gli elementi fondanti dell'epica robotica miscelati sapientemente, tra citazioni, umorismo e sana nostalgia. Estetica (mediocre a dire il vero), musica, personaggi e intreccio funzionano alla grande ed anche il corpo sparacchino regge bene il peso degli ambiziosi intenti, equilibrato nei vari livelli...

Salamander (1986)

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[videogioco #25] [ShootingFesta #21] 1986, Konami - Arcade Finito su PlayStation 4 ( Arcade Archives: Salamander ) <Easy , 7 vite iniziali> >>  Speciale "La serie di Gradius, in ordine d'uscita (giapponese) " << Da un classico ad un altro è un attimo. Dopo il terremoto Gradius , Konami lancia l'anno successivo un seguito con uno spiazzante moniker nuovo di pacca, ed è ancora una volta meraviglia. Salamander accantona il power meter (che verrà reintrodotto nella versione giapponese di Life Force , nome affibbiato alla versione americana, leggermente modificata nel setting , di Salamander ), elargendo i vari potenziamenti alla distruzione del nemico/formazione, e alterna stage a scorrimento orizzontale a illuminanti stage verticali tutti ostacoli, nemici e santità siderali. La difficoltà s'impenna, così come l'imbrutimento del ranking , e la morte ghigna dietro ogni fottuto pixel, mentre si sfreccia tra cervelli giganti, furti da Alien , in...

Download (1990)

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[videogioco #24] [ShootingFesta #20] 1990, NEC Avenue - PC Engine Finito su Android TV (RetroArch) < save state > Tutto il bello dei '90. NEC Avenue ha infilato nella HuCard di Download tutto ciò che di più fregno (fico) gli anni Novanta avevano (ed hanno) da offrire: Akira , cyberpunk , hard rock , shooting game e Akira . Ah, dimenticavo: Akira ! La stessa passione per il capolavoro cinematografico di Otomo devono averla provata tutti quelli coinvolti nello sviluppo di Download , perché i richiami sono continui ma ben integrati all'interno dell'universo di gioco. L'azione sparacchina a scorrimento laterale è incessante, ottimamente gestita e dal tasso di difficoltà bello tosto, soprattutto nell'ultimo infernale stage , azione scandita da innumerevoli intermezzi narrativi che donano un sapore piacevolmente anime al tutto. Storditi dalla tempesta di parallasse quasi continua, dalla furiosa velocità, dall'ottima realizzazione grafica e sonora e da un...

Gradius (1985)

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[videogioco #23] [ShootingFesta #19] 1985, Konami - Arcade Finito su PlayStation 4 (Arcade Archives: Gradius)  <1CC, Easy , 1 loop > >>  Speciale "La serie di Gradius, in ordine d'uscita (giapponese) " << La prima cosa bella che ho avuto dalla vita è il Vic Viper , sei tu, Gradius .  Lo ammetto, sono ricaduto nel vortice di Gradius ( Nemesis in Occidente) con tutte le scarpe, a breve distanza dall'ultima "chiusa" intensa con il titolo Konami , avvenuta poco meno di un anno fa. Ogni volta, ogni maledettissima volta, resto sbalordito da come cinque persone, al primo gioco sviluppato, siano riuscite a realizzare uno dei capisaldi degli sparatutto e uno dei videogiochi più influenti, belli ed importanti di tutti i tempi. Ancora oggi, a 37 anni (!) di distanza dall'uscita, Gradius brilla per l'estrema pulizia del gameplay , per la fantasiosa varietà nemica, per la frizzante gestione strategica dei potenziamenti, per l'affascinan...

Bouken Danshaken Don: The Lost Sunheart (1991)

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[videogioco #22] [ShootingFesta #18] 1991, Manjyudo - PC Engine Finito su Android TV (RetroArch) <Normal, save state> Lo Yokai là devi metterlo qua-ah! Il "problema" principale di Bouken Danshaken Don: The Lost Sunheart è la console da gioco che lo fa girare, quel meraviglioso PC Engine che rappresenta la landa dorata degli shooting game , con una qualità media delle produzioni veramente fuori scala. Lo sparatutto di Manjyudo ha certamente qualcosa da dire (tante ambientazioni permeate dalla tipica deficienza giapponese, buona grafica, un paio di motivetti musicali molto orecchiabili, una discreta varietà dell'azione e un sistema di potenziamento che ti premia a boss battuto) ma l'impennata di difficoltà, diabolica e scorretta, che si ha nell'ultimo interminabile livello e un level design pigro lo relegano dietro le quinte del teatro sparacchino, intento a sbirciare la grandiosità dei veri talenti a cui mai potrà arrivare. Diverte moderatamente fino qu...

Arrow Flash (1990)

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[videogioco #21] [ShootingFesta #17] 1990, ITL - Mega Drive Finito su Android TV (RetroArch) <1CC, Easy> Mecha, sparatutto e parallasse, cosa volere di più? Nonostante l'affollamento di ottimi giochi negli shooter su Mega Drive , Arrow Flash riesce a portare la pagnotta a casa grazie ad un'offerta onesta, divertente e scandita con il giusto tempo, anche se derivativa. Dalla buona grafica e con un accompagnamento musicale appena sufficiente, il titolo ITL sa intrattenere per tutti e cinque i livelli che ci toccherà attraversare, stage popolati da varia nemicaglia pronta a sfidarci con pattern diversi ma un po' prevedibili, assolutamente abbordabili anche per i neofiti del genere (ad Easy sono morto una volta).  I grossi boss di fine livello incattiviscono l'atmosfera generale, ma lo scontro finale è oggettivamente 'na cazzata, un anti climax imbarazzante. Con Arrow Flash non è scoppiato l'amore, ma un paio di notti di gameplay soddisfacente ha saputo...

Nemesis II (1991)

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[videogioco #20] [ShootingFesta #16] 1991, Konami - Game Boy Finito su Android TV (RetroArch) < No Miss, Normal - 1CC, Hard> >>  Speciale "La serie di Gradius, in ordine d'uscita (giapponese) " << Perché la nostra vita in fondo non è nient'altro che un attimo eterno, un attimo di Gradius . Nemesis II ( Nemesis II: The Return of the Hero in Europa e Gradius: The Interstellar Assault negli USA, tanto per mantenere tutto poco contorto) è semplicemente incredibile, un prodigio tecnologico e ludico racchiuso in poco meno di 130 Kb . Parte con il botto e si conclude (molto in fretta, purtroppo) tra detonazioni ed esaltazione, dopo  mezz'ora d'azione frenetica, cinematica, assolutamente degna di fregiarsi dello storico marchio stampato in copertina. La riduzione delle option "reclutabili", la relativa brevità dell'esperienza e un tasso di sfida tarato verso il basso (anche ad Hard ) non scalfiscono minimamente lo splendore della se...

Antarctic Adventure/Kekkyoku Nankyoku Daibouken (1985)

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[videogioco #19] 1985, Konami - Famicom Giocato su Android TV (RetroArch) <stage 14> Pinguino, piedino, saltino, avanti, avanti, avanti. Antarctic Adventure mi ha sempre regalato una profonda sensazione di benessere, una serenità che rilassa e distende i nervi accumulati in una faticosa ed estenuante giornata lavorativa.  Minimale, chiaro ed accessibile, il gioco Konami è una corsa contro il tempo in un mondo giacchiato, tra foche stronze, pesci furbetti, buche e crepe da superare ad alta velocità, diretti verso il Giappone per poi ricominciare, a maggiore difficoltà, verso punteggi sempre più prestigiosi e di cui vantarsi in bagno, di fronte allo specchio, da soli. Tutto qui e tanto basta, ancora oggi.

Chuka Taisen (1989)

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[videogioco #18] [ShootingFesta #15] 1989, DISCO/Taito - Famicom Finito su Android TV (RetroArch) Ne Il viaggio in Occidente , il monaco buddhista blasta la gente (ed altre cose buffe). L'adattamento per Famicom dello shooter arcade di Taito è ben eseguito e giocabile almeno quanto l'originale, con un uso intelligente delle poche risorse a disposizione e con un'attenzione particolare riservata a mantenere l'esperienza sparacchina godibile, tosta il giusto, afflitta da pochi rallentamenti (mai totalmente deleteri per il gameplay ) e affascinante per estetica e ambientazione.  Chuka Taisen non fa gridare al miracolo mentre intrattiene con onestà, seguendo rigorosamente il solco della tradizione giapponese.